Questa mattina sono stata a Novara, davanti alla sede del Provveditorato agli Studi, per manifestare contro i tagli che la riforma Gelmini sta attuando nella scuola italiana. Tagli che stanno totalmente compromettendo l'offerta formativa, già seriamente in difficoltà, dei nostri istituti. Con me a manifestare, oltre a un gruppo di insegnanti precari, di ruolo e personale ATA, l'onorevole Elisabetta Rampi e il Consigliere Regionale Paolo Cattaneo, la Consigliera Provinciale Milù Allegra e Roberto Leggero. La situazione è davvero problematica, i tagli ci sono e sono notevoli, le promesse fatte dal governo, come sempre, illusorie. La situazione in Piemonte è critica: 1800 posti tagliati nelle graduatorie degli insegnanti precari, 600 posti in meno tra gli assistenti tecnico-amministrativi.
Nella provincia di Novara un dato è sufficiente a chiarire il panorama: per le sole scuole medie secondarie, nell'anno 2007/2008 (governo Prodi) erano disponibili 258 posti per insegnanti precari abilitati al ruolo. Ad oggi, i posti sono soltanto 149. Non è necessario dilungarsi: più di 100 famiglie hanno perso il sostentamento di uno stipendio, spesso quello necessario ad arrivare a fine mese, non ci sono giustificazioni. Noi parlamentari del PD abbiamo, ai tempi della approvazione di questa vergognosa riforma, protestato vivamente con il Ministro e fatto sentire la nostra voce in aula. Senza successo. Oggi, qui a Novara, abbiamo preso un impegno concreto: presentare una richiesta precisa al Ministro della pubblica istruzione affinché ritiri totalmente questo provvedimento e salvaguardi i posti di lavoro. Gli sprechi vanno combattuti, ma un posto di lavoro non è uno spreco. Gli sperperi "veri" si compiono ogni giorno davanti ai nostri occhi, strade mai finite, ospedali costruiti e mai avviati, ponti per raggiungere isole perfettamente raggiungibili con decine di traghetti: risorse dissipate senza alcun rispetto. Per il governo Berlusconi forse è arrivato il momento di farsi questo esame di coscienza e dare finalmente la giusta importanza ai lavoratori che sono l'ossatura su cui si fonda il nostro paese. Il PD sarà inflessibile e chiederà conto di questo. E' il nostro, e il mio, impegno.
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