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A seguire sintesi degli interventi di Elisabetta Rampi ieri in Commissione Lavoro, aventi come oggetto la ratifica dell’accordo multilaterale per la creazione di uno spazio aereo comune europeo e il collegato lavoro rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica.
Elisabetta RAMPI (PD) fa notare anzitutto che, in occasione di un provvedimento importante come quello in esame, che mira a favorire una piena integrazione europea dei Paesi dell'area balcanica, il suo gruppo si sarebbe atteso un maggiore contributo della maggioranza, la cui scarsissima presenza rivela un flebile interesse per la materia; senza la partecipazione dei gruppi di opposizione, infatti, oggi non sarebbe possibile approvare la proposta di parere del relatore. Sottolinea, quindi, la necessità di prestare attenzione ad obiettivi primari, quali l'allineamento progressivo delle parti contraenti ad alcuni elementi di base della legislazione comunitaria - tra i quali menziona la sicurezza dei voli, la tutela della concorrenza la tutela dei consumatori e dell'ambiente - in vista della creazione di uno spazio comune europeo. Dopo essersi soffermata su talune parti dell'accordo multilaterale ritenute di più diretto interesse della Commissione, si interroga se non vi sia l'opportunità che l'Italia, a seguito della ratifica di tale accordo, non riveda la sua decisione in ordine alla provvisoria applicazione di tali disposizioni, fornendo comunque chiarimenti precisi al riguardo, in caso di scelta contraria. Da ultimo, fa notare che sussistono ancora rilevanti ostacoli lungo la creazione di uno spazio aereo comune, atteso che in ambito europeo mancano ancora standard omogenei nell'utilizzo di determinate forme tecnologiche di controllo dei passeggeri. Al riguardo, nel rilevare che l'Italia ricorre all'utilizzo di tali strumenti di controllo nei suoi aeroporti - si riferisce, ad esempio, al body scanner - a differenza della gran parte dei Paesi europei, che attendono di verificarne la reale efficacia e la potenziale nocività per la salute dei cittadini, ricorda che su tale argomento specifico il suo gruppo ha già presentato atti di sindacato ispettivo tesi a fare chiarezza sulla vicenda e a salvaguardare diritti fondamentali dei cittadini. In conclusione, nell'evidenziare la necessità di dare seguito al processo di integrazione europea in atto, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere presentata dal relatore, ribadendo che la Commissione può deliberare al riguardo solo grazie al decisivo apporto dei parlamentari dei gruppi di opposizione, presenti in numero congruo, a differenza di quelli della maggioranza.
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Elisabetta RAMPI (PD), nel sottolineare come la decisione del Presidente della Repubblica di rinviare alle Camere il provvedimento sia un atto molto forte, che deve far riflettere sulla gravità delle misure in esso contenute, evidenzia come il messaggio di rinvio sia ricco di spunti, soprattutto in relazione alla imprescindibile centralità del tema della tutela del lavoro. Esprime, quindi, rammarico per la limitatezza del tempo accordato alla Commissione per il riesame del testo, oltre che per la proposta di limitare il dibattito ai soli articoli che sono oggetto del messaggio stesso. Osserva che il Presidente della Repubblica ha chiesto di fatto modifiche sostanziali, esprimendo in particolare un giudizio fortemente negativo sulla disposizione che prevede la possibilità di demandare le controversie di lavoro ad un arbitro, che deciderebbe in via equitativa e non in base alla legge, e di introdurre la relativa clausola compromissoria al momento della costituzione del rapporto di lavoro individuale, ossia quando il lavoratore è più che mai debole. Ritiene che l'obiettivo di questa manovra, che tende a spostare il baricentro del rapporto di lavoro dalla legge e dal contratto collettivo verso il contratto individuale, sia quello di accrescere le diseguaglianze sociali e di indebolire la rappresentatività dei sindacati. Conclude, quindi, sottolineando l'esigenza di salvaguardare il giusto equilibrio tra legislazione in materia di lavoro, contrattazione collettiva e contratto individuale.
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