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Elisabetta Rampi: odg per misure di integrazione al reddito PDF Stampa E-mail
Parlamento - Attività Onorevole Elisabetta Rampi
Scritto da Elisabetta Rampi   
Mercoledì 01 Aprile 2009 15:33
A seguito della fiducia richiesta dal governo sul dl incentivi,  impropriamente appesantito dalle inique disposizioni già recate dal decreto-legge in materia di quote latte, l'illustrazione dell'onorevole di Borgolavezzaro del PD Elisabetta Rampi, un ordine del giorno presentato dal Gruppo PD Commissione Lavoro della Camera per impegnare il governo:
 
"a favorire, per quanto di sua competenza, l'adozione di tempestive misure di sostegno al reddito, relativamente al biennio 2009-2010 per tutti quei lavoratori, siano essi lavoratori a progetto o titolari di partita IVA monocommittente, che al momento ne risultino esclusi, integrandone significativamente gli importi delle indennità."
 
 
Sig. Presidente , Sig. rappresentante del Governo, On. Colleghi,

da questa crisi si deve uscire profondamente cambiati, perché essa non si configura  solo come una crisi finanziaria, ma anche come la crisi di un modello di sviluppo: del modello di pensiero unico neo-liberista che ha prodotto la marginalizzazione del lavoro e la crescita esponenziale delle disuguaglianze.

Un mercato senza regole, solo arbitro di sé stesso, ha creato meccanismi irresponsabili di distribuzione del reddito e il progressivo indebitamento delle famiglie e delle imprese, ma ora questo sistema non regge più.

Bisogna pensare di agire su più fronti: con regole certe e controlli a tutto il sistema finanziario, materia che attiene soprattutto a politiche e norme di carattere internazionale e solo parzialmente ai singoli governi. Ma nella crisi globale ci sono opportunità e ricadute sulle singole nazioni e sulle singole persone proporzionali alle politiche messe in campo dai vari governi.

 Gli Stati nazionali devono quindi usare fino in fondo i poteri a loro disposizione per promuovere politiche anticicliche e noi consideriamo fondamentale agire in modo uniforme per eliminare odiose differenze e sperequazioni che colpiscono soprattutto i soggetti più deboli perché più esposti agli effetti devastanti della crisi.

In questa fase dobbiamo prestare particolare attenzione al mondo produttivo spostando risorse e interessi dall’economia di carta - il mondo finanziario – all’economia reale cioè a chi crea veramente ricchezza.
In questo ambito è indubbio che il variegato mondo del lavoro costituisca un bene primario e indispensabile al sistema Paese. Non si possono gettare al vento conoscenze, competenze, saperi che sono e saranno il volano per far ripartire l’Italia con una nuova consapevolezza, riscoprendo il senso della comunità e di una missione collettiva in cui ciascuno può e deve fare la propria parte .

Il nostro O.d.g. non propone certo politiche meramente assistenziali, ma al contrario tramite sostegni e nuove tutele tende a non disperdere risorse umane che, se abbandonate, rischiano di impoverire definitivamente il nostro apparato produttivo.
Pensiamo a tempestive misure a sostegno del reddito, per il biennio 2009-2010, per tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che al momento ne sono esclusi, siano essi lavoratori a progetto o titolari di partita IVA monocommittente.
Naturalmente, per aver effetto, queste misure devono assicurare un contributo adeguato e concreto a sostegno del reddito e per questo proponiamo di integrare significativamente gli importi delle indennità chiedendo al governo un impegno in tal senso.
Siamo certi che ciò comporterebbe una ricaduta positiva sui consumi portando in essere un meccanismo virtuoso e realmente anticiclico.

Se le politiche degli anni 80 -90 prevedevano bassi salari e poco welfare, oggi dobbiamo spogliarci da ogni preconcetto ideologico ed affrontare i problemi cercando soluzioni strutturali che nell’emergenza si rivelino efficaci e maggiormente rispondenti alla solidità della nostra economia.
Non lasciare indietro nessuno significa ripartire da qui: dalle persone, dai loro bisogni, dalla loro dignità perché la politica ha il compito di includere e non discriminare, ma soprattutto di creare una società coesa che possa guardare con fiducia al futuro.

Per questo chiediamo che venga accolto il nostro ordine del giorno, ricordando tra l’altro che quanto proponiamo darebbe piena attuazione a quanto teorizzato da Marco Biagi, completando finalmente la legge a lui intitolata con la creazione di un welfare moderno e inclusivo.
 

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