Home Comuni Comune di Novara e Circoli cittadini Ferrari: occorrono nuove soluzioni per una città impoverita
Ferrari: occorrono nuove soluzioni per una città impoverita PDF Stampa E-mail
Comuni - Comune di Novara e Circoli cittadini
Scritto da Augusto Ferrari   
Lunedì 19 Ottobre 2009 10:05
Come è già stato ricordato, durante l’incontro tra il Vescovo e gli amministratori della città, il Sindaco ha, senza troppi giri di parole, messo il dito nella piaga: la città di Novara sta vivendo una fase di estrema difficoltà. La crisi, quasi quotidiana, di aziende di dimensioni diverse con pesanti conseguenze sociali è la spia più evidente. Ma dobbiamo tener conto del fatto che, quando la crisi colpisce aziende piccole e piccolissime, le conseguenze sociali spesso rimangono nel silenzio, non hanno voce e le sofferenze, il disagio, la sfiducia si aggravano.
C’è indubbiamente materia per un dibattito politico serrato: un dibattito che prenda le mosse da una critica seria e rigorosa alle priorità di questa amministrazione e alla vaghezza di certi suoi progetti, che avrebbero a che fare con lo sviluppo della città.
Ma io credo che sia importante anche prendere coscienza di un problema di più vasto respiro, condizione indispensabile per costruire la necessaria alternativa politica. Ho voluto cogliere l’occasione dell’incontro tra il Vescovo e gli amministratori della città, per toccare questo tasto.
Novara sta vivendo da diversi anni una profonda crisi di identità, fa fatica a riconoscersi e a darsi una prospettiva per il suo futuro. Non è vero, come certa retorica ha voluto farci credere, che questi sono stati gli anni del “rinascimento” di Novara, dopo anni di immobilismo. E’ vero il contrario: in questi anni abbiamo registrato e stiamo registrando un progressivo impoverimento del tessuto socio-economico della città e del ruolo complessivo di Novara nel contesto del Paese. Proprio negli anni in cui la retorica identitaria e localistica (la tanto declamata “novaresità”!) è divenuta uno strumento continuamente usato nel mercato politico-elettorale, questa crisi ha raggiunto il suo culmine.
Novara nella sua storia recente è stata una significativa città industriale, con punte di eccellenza, che hanno fatto di essa una realtà importante nel panorama economico nazionale. Come città industriale, Novara ha creato lavoro e ricchezza e ha saputo diventare un polo di attrazione per tanta gente proveniente da altre parti del paese. In questo senso Novara è stata, oltre che città industriale, anche una città capace di integrazione: ci sono interi quartieri, che sono testimonianze viventi di questo processo che, pur con difficoltà e fatiche, si è compiuto.
Oggi si percepisce un sentimento diffuso di incertezza sul futuro, un senso profondo di precarietà, che si genera nelle famiglie e negli adulti, si diffonde tra i giovani e produce una percezione di insicurezza. In questo contesto Novara fa i conti con processi migratori che ci mettono a confronto con realtà umane e sociali provenienti da altri Paesi e portatrici di altre culture, lingue e religioni. Piaccia o no, la nostra città vive, ormai strutturalmente, la presenza dello straniero. E questo sta generando, anche con la complicità irresponsabile di una certa politica, forti contraddizioni persino in quelle realtà sociali e culturali tradizionalmente legate alla cultura e alla pratica della solidarietà. Credo che una politica seria, responsabile, capace di visione sul futuro non possa non porsi l’obiettivo di creare le condizioni per una nuova integrazione.
Dentro questo quadro, un’attenzione particolare va certamente posta alla questione giovanile: le nuove generazioni corrono sempre più il rischio di essere un mondo separato, una sorta di fiume carsico, che riemerge soltanto all’attenzione di tutti solo di fronte a fatti clamorosi. La sfida che oggi i giovani pongono richiede di declinare anche nuove forme di cittadinanza, di appartenenza e di senso della comunità. Ed è chiaro che i giovani stranieri (la cosiddetta seconda e terza generazione), che vivono una sorta di doppia identità sociale e culturale, pongono oggi a tutta la città, e in particolare alla sua classe dirigente, nuove esigenze, a cui necessitano nuove soluzioni.

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