Rampi: un emendamento per dare risposte a chi rimane senza lavoro e senza copertura

In questa nuova fase politica determinata dall'emergenza, il valore che assume il ritrovato percorso unitario delle organizzazioni sindacali è senza dubbio fondamentale per l'avvio di una nuova stagione di crescita e coesione. Il tavolo che si è aperto in questi giorni tra governo e parti sociali è importantissimo per il superamento di una fase tra le più difficili che il Paese abbia mai dovuto affrontare, in un quadro generale di grande incertezza.  Occorre capitalizzare ogni passo compiuto in questa direzione e il nostro partito deve mettere in campo tutte le proprie forze affinché la trattativa si svolga nel modo migliore. Il forum PD sul lavoro , al quale ho partecipato, ha prodotto una discussione utile e convergente, nella consapevolezza che il tema del mercato del lavoro vada affrontato in un quadro generale di riforme, partendo dallo sviluppo e da politiche attive per stimolare l'occupazione. Oggi ci sono troppe tipologie di contratti che determinano forme precarie di occupazione e sfruttamento per cui risulta fuorviante, a mio avviso,  parlare di flessibilità in uscita se prima non si affronta e non si risolve il problema dell'accesso al lavoro. La proposta di legge Madia-Damiano, di cui sono firmataria,  prevede il contratto unico di inserimento formativo, ovvero un periodo di prova piuttosto lungo con formazione obbligatoria, in una formula che esclude altre tipologie contrattuali oltre la normale assunzione; mantiene inalterate le tutele previste dall'art.18 dello Statuto dei lavoratori e, per il datore di lavoro, prevede riduzioni contributive e un incentivo alla trasformazione del rapporto in contratto a tempo indeterminato. Occorre contrastare il vantaggio per i contratti precari e dare finalmente futuro e speranza alle nuove generazioni e alle donne (senza dimenticare che dovremo presto fare i conti con una nuova realtà: i lavoratori over 55).  Spero che la proposta citata possa costituire un buon contributo al dibattito in corso e, soprattutto, un aiuto fattivo per i giovani verso un lavoro stabile, con un contratto onesto e senza abusi...
Fermo restando il ruolo del Parlamento, del partito e delle parti sociali penso che prima di passare alla seconda fase dell'azione di governo occorre sanare la frattura prodotta dal nuovo sistema pensionistico. In occasione del "milleproroghe" presenteremo una serie di emendamenti (partendo dagli o.d.g. che il governo aveva accolto) per togliere le penalizzazioni e dare risposte a coloro che rimarrebbero senza lavoro e senza copertura. Una parte dei risparmi prodotti dalla riforma delle pensioni potranno così essere investiti per riparare agli errori; l'altra parte per finanziare gli ammortizzatori sociali che dovranno essere pensati  in forma universalistica.