Home Forum tematici Forum Welfare Lettera dell'ex assessore piemontese alla sanita: il cinismo del feudatario Cota
Lettera dell'ex assessore piemontese alla sanita: il cinismo del feudatario Cota PDF Stampa E-mail
Scritto da Eleonora Artesio   
Venerdì 30 Luglio 2010 10:42

I giornali del 27 luglio, tutti, hanno riportato la concessione da parte del Presidente Cota di ausili protesici a favore di minori e giovani adulti affetti da una malattia rara, per i quali il nomenclatore nazionale non prevede tali dotazioni o non nella forma promessa da Cota.
Gli ingredienti ci sono tutti: i bambini e gli anziani emozionano e, per il modo col quale di fa informazione oggi, sono usati per promuovere un clima.

Se si aggiunge, poi, l’auto blu mandata da Cota a casa degli interessati per incontrali a piazza Castello e il Presidente compassionevole che “sconfessa” la burocrazia ottusa e insensibile, il miele si spreca e l’ingiustizia anche.


A un modo feudale di concepire il governo corrispondono comportamenti e linguaggi feudali. Alla certezza del diritto si sostituisce la concessione da parte del feudatario, il quale agisce in nome del popolo sovrano, non importa attraverso quali regole, né per essere nominato né per regnare.


I livelli di assistenza sono decisi nel nostro Paese attraverso leggi e accordi con le Regioni. E’ dall’insediamento del Governo Berlusconi cioè dal 2008 che si attende il riconoscimento di un cospicuo numero di malattie rare validate dalla comunità scientifica, per garantire l’accesso ai farmaci e alle forniture.


Da allora, e per il 2009 e il 2010, la sanità piemontese ha autonomamente, sul proprio bilancio senza rimborsi statali, autorizzato le prestazioni per più di 60 malattie. Così si è deciso e agito con la responsabilità di motivare pubblicamente con argomenti di merito e nel rapporto con le associazioni di malati, le priorità adottate per includere alcuni nella sfera dei diritti alle cure. Quando si è deciso come livello di assistenza l’impianto delle protesi cocleari per i bambini
La Stampa ha dedicato tre righe nelle “brevi”. Quando si è definito il rimborso per le parrucche a favore delle donne sottoposte a chemioterapia, è stato pubblicato un comunicato informativo sulla modalità di accesso. Alcun bambino e alcuna malata sono stati ricevuti dalla Presidente Bresso e dall’assessore alla Sanità, tanto meno accompagnati in auto blu: si stava, allora, banalmente riconoscendo un nuovo diritto, non celebrando un benevolo favore, quindi non c’era la notizia.

Ci vuole davvero una solida educazione alla democrazia per mantenere la battaglia di principio sulla libertà di informazione quando la si confronta con l’uso che ne viene fatta. Ad assecondare il cinismo che i politici governanti e lo stile della comunicazione, si dovrebbe invitare ciascuna delle associazioni dei pazienti a inviare una supplica al Governatore e attendere con fiducia l’arrivo delle auto blu.


Per alcuni sappiamo già che la carrozza del Principe si è trasformata in una zucca ancor prima della mezzanotte: si tratta di tutti quei disabili e persone non autosufficienti che con la delibera della Giunta Cota del 30 aprile si sono visti congelare le cure domiciliari e gli inserimenti residenziali.


Le tante madri coraggio o figlie coraggio (si sa, la funzione di cura è femminile!) che si prendono cura dei loro cari, nonostante le fatiche della burocrazia e dell’economia, forse non hanno pensato che la “risoluzione” dei loro problemi potesse essere affidata ai favori del Principe. Magari, ingenuamente, aspettano lo Stato di diritto. Sono, e siamo con loro, anche se questo modo “per diritto non per favore” in questo Paese e in questa storia si muove – come direbbe De Andrè – in destinazione ostinata e contraria.

 


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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 10:50
 
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