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Il Senato da il via libera al ritorno del nucleare in Italia |
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Scritto da Fabrizio Barini
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Mercoledì 13 Maggio 2009 16:27 |
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Il forum provinciale “ambiente e sostenibilità” del Partito Democratico esprime la propria preoccupazione per il via libera del Senato al ritorno del nucleare in Italia. Il disegno di legge “Sviluppo Energia” delega il governo ad adottare entro 6 mesi più decreti per il ripristino dell’intera filiera di produzione e dell’energia atomica. Un piano che presenta non pochi dubbi sia sul piano della fattibilità che della sostenibilità. Il Piemonte corre inoltre il rischio di dovere ospitare nuovamente una sito nucleare nonostante a distanza di 20 anni l’impatto ambientale legato alla centrale di Trino e lo stoccaggio delle scorie a Saluggia, siano ancora delle ferite aperte.
Il territorio novarese è tra i più esposti dai rischi legati al ritorno del nucleare. La portata del Po è insufficiente per il raffreddamento delle centrali mentre contemporaneamente si acuisce il problema di salvaguardare le falde acquifere ad esempio in una zona di risaie come quella di Novara. Ma a preoccupare ancora di più è il fatto che i cittadini non avranno nessuna voce in capitolo rispetto alle scelte che saranno prese nei prossimi mesi. Tutto potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali, mentre i siti saranno oggetto di “segreto miliare”. Per Franco Paracchini, assessore provinciale all’ambiente e coordinatore del forum: «L’Europa si è prefissata l’obiettivo di coprire, entro il 2020, il 20% dei propri consumi elettrici da fonti rinnovabili. Un obiettivo assunto anche dall’amministrazione Obama che investirà in questo settore 150 miliardi di dollari. L’Italia in ritardo rispetto al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto e in particolare nel ricorso alle fonti di energia alternativa. Nel nostro Paese sono in funzione 2.500 megawatt di energia eolica a fronte dei 21.000 megawatt della Germania. Le cose non vanno meglio nel fotovoltaico. In Italia nonostante il boom registrato nel 2008 grazie agli incentivi approvati dal governo Prodi, è attualmente installato 1 milione di metri quadri di pannelli mentre in Germania hanno superato i 6 milioni». Ma l’industria delle rinnovabili non è solo lo strumento per risolvere problemi di carattere ambientale e fare fronte alla domanda energetica. In Germania il settore occupa oltre 100mila addetti mentre nel nostro Paese siamo fermi a 15mila. La forza lavoro che verrebbe occupata nella realizzazione delle centrali sarebbe di gran lunga inferiore a quella potenzialmente ottenibile nella fase di maturità dell’industria “verde” italiana. Di energie rinnovabili e sviluppo sostenibile presso la provincia di Novara si parlerà a partire dalle ore 9.30 il prossimo 23 maggio presso il teatro Civico di Oleggio in occasione del «green deal ecologico» organizzato dal forum ambiente e a cui parteciperanno enti locali, imprenditori e amministratori.
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Ultimo aggiornamento Domenica 17 Maggio 2009 21:21 |