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Il G8 taglia le emissioni investendo nel rinnovabile, in Italia torna il nucleare PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 09 Luglio 2009 13:33
Il forum provinciale “ambiente e sostenibilità” del Partito Democratico prende atto che nonostante l’impegno del G8 per tagliare le emissioni di gas serra del 50% il Parlamento italiano da il via libera definitivo al ritorno del nucleare 22 anni dopo la bocciatura del referendum. Il Senato ha approvato ieri in via definitiva il “Ddl sviluppo” che affida al Governo il compito di emanare, entro 6 mesi, uno o più decreti che stabiliranno la localizzazione nel territorio italiano delle nuove centrali atomiche e dei siti di stoccaggio delle scorie dei rifiuti radioattivi, le tecnologie e i criteri da adottare per la costruzione degli impianti. 

Il territorio piemontese, e in particolare la Provincia di Novara, corre inoltre il rischio di dovere ospitare nuovamente un sito nucleare nonostante l’impatto ambientale legato alla centrale di Trino Vercellese e lo stoccaggio delle scorie a Saluggia, siano ancora delle ferite aperte. Una scelta alla quale non potrebbe opporsi nessun ente locale in quanto il Governo ha previsto una norma che classifica i siti come «siti di interesse nazionale» quindi sensibili per la sicurezza nazionale e sui quali, come ultima ratio, esercitare il potere sostitutivo previsto dalla Costituzione. 

Per Franco Paracchini coordinatore del forum: «mentre in Italia si avvia il percorso per il ritorno al nucleare il G8 insiste sulle energie rinnovabili, la Finlandia sposta al 2012 l’avvio della propria centrale per carenze nelle sicurezza, in Germania si sta abbandonando il programmi di sviluppo e l’Europa, con l’approvazione del “pacchetto clima” si è prefissata l’obiettivo di coprire, entro il 2020, il 20% dei propri consumi elettrici da fonti rinnovabili. Un obiettivo assunto anche dall’amministrazione Obama che investirà nella green economy 150 miliardi di dollari. In questo scenario l’Italia è in netto ritardo rispetto al raggiungimento degli obiettivi e in particolare nel ricorso alle fonti di energia alternativa. Nel nostro Paese sono in funzione 2.500 megawatt di energia eolica a fronte dei 21.000 megawatt della Germania. Le cose non vanno meglio nel fotovoltaico. Nel nostro Paese sono attualmente installati 1 milione di metri quadri di pannelli mentre in Germania hanno superato i 6 milioni». 

Ma l’industria delle rinnovabili non è solo lo strumento per risolvere problemi di carattere ambientale e fare fronte alla domanda energetica. In Germania il settore occupa oltre 100mila addetti mentre in Italia siamo fermi a 15mila. La forza lavoro che verrebbe occupata nella realizzazione delle centrali, che costeranno 35 miliardi di euro, sarebbe di gran lunga inferiore a quella ottenibile con il raggiungimento degli obiettivi del “pacchetto clima” che secondo alcuni autorevoli uffici studi porterebbe a 60 miliardi di euro di investimenti e la creazione di 250mila posti di lavoro.


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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Settembre 2009 14:39
 
 

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