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La crisi attuale e la sfida ambientale sono state il fulcro dei quattro giorni di conferenze ad Amalfi. Fin dal principio queste due tematiche sono emerse e state affrontate come fortemente interconnesse e dipendenti. La crisi economica attuale è conseguenza delle problematiche ambientali, frutto a loro volta di disuguaglianza sociale è quanto ha ribadito più volte Jean-Paul Fitoussi, uno dei relatori più autorevoli. Nel tentativo di trovare una soluzione alla difficile situazione economica che stiamo affrontando non si può esimersi dal considerare, agire ed affrontare anche degli altri due ambiti. Ambientale e sociale. L’ambiente non è un micro/macrocosmo isolato: non si può risolvere una crisi energetica, o l’inquinamento o la scarsità di materie prime senza considerare anche aspetti sociali. Nei primi due giorni l’obiettivo della scuola è stato quello di descrivere lo stato di crisi attuale, le sue case e l’opportunità ambientale.
Sono emersi tre concetti fondamentali. Innanzitutto quello di DEMOCRAZIA: è la sua mancata applicazione che ha dato vita a una società caratterizzata da un crescente divario fra ricchi e poveri. Questo divario è alla base di un’erronea distribuzione di ricchezze e risorse materiali, del loro abuso, della crisi economica ed ambientale attuale. Democrazia come idea madre di altri due concetti fondamentali e ormai universalmente conosciuti: SOSTENIBILITA’ e SVILUPPO SOSTENIBILE. Concetti più volte affrontati dai diversi relatori in quanto nessuna politica risolutoria potrà e dovrà ignorarli se vorrà che i suoi effetti postivi non siano solo di breve durata, ma di lungo termine.
In una seconda fase si è cercato di delineare, attraverso una serie di incontri, il ruolo che dovrà avere la politica. Nel processo di risoluzione dello stato di crisi essa dovrà giocare un ruolo di primo piano non solo nel definire le scelte da prendere, ma anche nell’accompagnare i grandi cambiamenti sociali che investiranno la società e che la modificheranno (quella attuale, con le sue caratteristiche non è più perseguibile, in quanto ha generato lo stato di crisi). Una politica che, secondo i relatori, dovrà agire contro estremizzazioni ed esclusioni di parte e che dovrà chiarire apertamente e fortemente gli obiettivi che persegue e la sua lotta contro le disuguaglianze. Particolarmente interessanti alcuni passaggi degli interventi di Bonomi e di Bersani. Del primo ritengo fondamentale l’aver delineato una società composta da tre comunità: una comunità di cura (dell’associazionismo, volontariato…), una comunità rinserrata (chiusa, di violenza…) e una comunità operosa. Mentre le prime due sono fortemente indipendenti la terza, che guida l’economia, tende ad essere influenzata dalle precedenti. La politica dovrà assolutamente agire affinché essa si allei con la prima e si allontani dalla seconda. Dell’intervento di Bersani ho ritenuto interessante riportarvi la sua opinione sulle riforme da attuare. I cambiamenti, il riformismo devono avvenire non solo in un paese (es gli Stati Uniti), ma in tutti i paesi e in comunione l’un con l’altro. Un incitamento ad agire, a fare, a non restare inermi ed indifferenti alla questione.
L’ultima parte della scuola politica presentava la possibilità di seguire una serie di incontri su una tematica a scelta fra: i rifiuti, le energie e le economie territoriali.
Ho seguito economie territoriali. Com’è possibile valorizzare il territorio, la sua identità senza spogliarlo delle sue risorse? Quale sono le modalità per sviluppare nuove competenze a livello locale? Come definire e condividere obiettivi strategici? Queste le tematiche affrontate al fine di comprendere come l’ambiente in cui viviamo possa essere accogliente e ricco d’identità. Un ambiente che per le sua storia, cultura… ha già in se le risorse per farlo.
I concetti fondamentali attraverso i quali è possibile fare del proprio territorio l’immagine appena delineata sono: essere e sentirsi europei, ovvero condividere le politiche territoriali promosse; “sussidiarietà” ovvero prendere in sede locale, attraverso le amministrazioni(che conoscono e comprendono le problematiche contestuali), le decisioni che riguardano il locale; affiliarsi a networks ed iniziative già avviate ed esistenti. Infine sono stati presentati una serie di esempi di buone pratiche ed è stata fornita la possibilità di discutere direttamente con un referente dell’iniziativa. Mi sono interessata del caso di Coldiretti, che si occupa di filiera corta nel settore dell’agricoltura, in quanto strettamente legato alle caratteristiche della nostra provincia; e al caso “e-ambiente” che si occupa della progettazione e installazione di impianti di trattamento rifiuti.
I contenuti forniti durante i quattro giorni di incontri sono numerosi, difficilmente riassumibili in una relazione o in un’assemblea. Per questo motivo allego alcuni documenti riassuntivi e inserisco il link di altri:
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/75126/ambiente_punto_e_a_capo http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/75127/rapporto_ecomafia_2008
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/75744/
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=75586
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=75719
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=75664
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=75741
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/75238/una_svolta_possibile
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/75742/
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/75690/
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/75588/
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