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L’Italia investe 15 miliardi di euro per tornare al nucleare tra 10 anni PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicato stampa   
Sabato 25 Aprile 2009 20:15
Il forum provinciale “ambiente e sostenibilità” del Partito Democratico esprime la propria preoccupazione per la scelta del governo italiano di riaprire il dossier nucleare a distanza di 22 anni dal referendum che, a larga maggioranza, aveva bocciato l’atomo made in Italy. Un progetto che presenta non pochi dubbi sia sul piano della fattibilità che della sostenibilità. Il territorio piemontese corre inoltre il rischio di dovere ospitare nuovamente una sito nucleare nonostante a distanza di 20 anni l’impatto ambientale legato alla centrale di Trino e lo stoccaggio delle scorie a Saluggia, siano ancora delle ferite aperte.

Per Franco Paracchini, assessore provinciale all’ambiente e coordinatore del forum: «L’Europa si è prefissata l’obiettivo di coprire, entro il 2020, il 20% dei propri consumi elettrici da fonti rinnovabili. Un obiettivo assunto anche dall’amministrazione Obama che investirà in questo settore 150 miliardi di dollari. L’Italia è in ritardo rispetto al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto e in particolare nel ricorso alle fonti di energia alternativa. Nel nostro Paese sono in funzione 2.500 megawatt di energia eolica a fronte dei 21mila megawatt della Germania. Le cose non vanno meglio nel fotovoltaico. Nel nostro Paese è attualmente installato 1 milione di metri quadri di pannelli mentre in Germania hanno superato i 6 milioni».

Ma l’industria delle rinnovabili non è solo lo strumento per risolvere problemi di carattere ambientale e fare fronte alla domanda energetica. In Germania il settore occupa oltre 100mila addetti mentre nel nostro Paese siamo fermi a 15mila. La forza lavoro che verrebbe occupata nella realizzazione delle centrali sarebbe di gran lunga inferiore a quella potenzialmente ottenibile nella fase di maturità dell’industria “verde” italiana.

Attraverso la campagna “Uniamo le Energie” la Regione Piemonte ha lanciato la propria sfida ovvero diventare il motore ecologico d’Italia raggiungendo per prima gli obiettivi fissati dall’Unione Europea entro il 2020: 20% di riduzione del consumo energetico, 20% di riduzione delle emissioni di gas serra, 20% di passaggio a fonti di energia alternative e rinnovabili.

Il Piemonte è la Regione in Europa che ha impegnato, per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, la quota massima dei fondi europei, ovvero circa un terzo di quelle assegnate attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Oltre 250 milioni di euro da destinare alle aziende e agli enti pubblici.

Il Forum “ambiente e sostenibilità” del Partito Democratico a partire dal mese di giugno 2008 ha lanciato una serie di iniziative per diventare il punto di riferimento politico sui temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile per il territorio novarese.

Novara 28/12/2008

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