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Forum scuola - comunicato nr. 1 |
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Scritto da Silvana Bartoli
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Mercoledì 08 Aprile 2009 16:39 |
Quella che viene impropriamente chiamata “Riforma Gelmini” altro non è che una serie di tagli dettati da esigenze di risparmio. E’ singolare che si ritenga necessario risparmiare sulla scuola, mentre si fanno regali all’Alitalia, ai manager e alle banche responsabili della crisi economica, e nessun risparmio sia previsto sui privilegi dei parlamentari.
Un paese che accetta tagli così devastanti alla scuola e all’istruzione pubblica non ha a cuore il proprio futuro: la scuola di oggi è la società di domani, gli/le studenti di oggi sono i cittadini e le cittadine di domani.
Genitori e governanti attenti al bene della famiglia e dello stato nutrono il desiderio di fornire alle giovani generazioni gli strumenti per affrontare al meglio le sfide del futuro. La scuola è da sempre in prima linea in questa sfida e ciò che è indubbiamente da riformare si riforma con gli/le insegnanti, con gli /le studenti, con le famiglie, non contro di loro.
Una seria riforma della scuola significa aumentare e razionalizzare le risorse, come avviene in tutti i paesi civili, non tagliarle per lasciare intatti i privilegi degli amici, ma rendere più trasparente e controllabile l’uso dei fondi pubblici. Il “Piano programmatico 133” presentato dal “Ministero dell’Istruzione” (non più pubblica) “di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze” taglia risorse e tempi della scuola, ignorando totalmente i tempi delle madri che lavorano, con l’evidente intenzione di tagliare possibilità di formazione, informazione e capacità critica. Il piano programmatico del governo Berlusconi non è interessato a formare cittadini e cittadine ma sudditi acriticamente obbedienti agli spot pubblicitari di un padrone.
La società italiana non può permettersi un tale impoverimento collettivo, per questo proponiamo di abrogare questo piano programmatico per via referendaria e di imboccare la strada di una vera riforma, condivisa dalle parti sociali e attenta al bene della collettività.
Scuola e formazione sono il terreno ideale per un rinnovamento della vita del Paese, e il ruolo degli/delle insegnanti è determinante. La responsabilizzazione e la valorizzazione del ruolo docente sono strategiche per il futuro dei ragazzi e delle ragazze.
La qualità dell'insegnamento deve prevedere anni sabbatici da dedicare alla formazione e all'aggiornamento; la qualità dell'edilizia scolastica è fatta di laboratori multimediali, palestre, luoghi dove incontrarsi, campus scolastici e universitari. La scuola deve essere un'opportunità ancora prima che un servizio, un luogo di confronto tra le diversità e di impegno contro ogni forma di discriminazione sociale ed economica.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Aprile 2009 17:01 |