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Forum scuola - comunicato nr. 2 |
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Scritto da Silvana Bartoli
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Mercoledì 08 Aprile 2009 16:56 |
Fin qui la protesta che ha sortito qualche risultato, il “parere Aprea” infatti sembra indicare una certa reversibilità rispetto ai punti più critici:
- maestro unico e 24 ore solo a richiesta delle famiglie (quindi il tempo pieno rimane?)
- il rapporto numerico studenti/classe sarà ritoccato solo sui minimi senza alzare i massimi
Ma la velocità con cui sono stati trovati i soldi per le scuole cattoliche (emendamento del 5 dicembre) evidenzia che non è la protesta di studenti e insegnanti a toccare il governo quanto le minacce del Vaticano.
Ciò che colpisce in tutto questo è la discrezionalità che, sia nel piano programmatico, ormai legge, sia nei pareri e dietro-front successivi, qualifica gli interventi di questo governo sulla scuola.
Accanto alla protesta la proposta, per la quale bisogna ringraziare Gelmini, casuale ministro dell’istruzione, che ci ha fatto riscoprire quanto sia importante l’aggettivo che manca al suo Ministero. L’istruzione fornita dallo Stato o è PUBBLICA o vìola il diritto costituzionale all’uguaglianza.
Da questa convinzione è partito uno sguardo sull’esistente per portare all’attenzione gli esempi e i modelli di eccellenza che sono stati costruiti dal lavoro degli/delle insegnanti d’Italia.
Il Forum Scuola del PD sta operando in questo senso, al suo interno si sono attivati gruppi che stanno lavorando per ordini di scuole, dalla scuola d’infanzia all’università.
Tutte/tutti coloro che sono interessate/interessati a salvare la scuola pubblica possono collaborare.
L’iniziativa partita dal PD non vuole essere soltanto un salvagente contro le devastazioni programmate da questo governo, la proposta vuole essere un monito per ogni governo, presente e futuro, di destra o di sinistra, affinché la scuola non sia usata come serbatoio di risparmi per compensare altri sprechi assurdi (vedi ICI ad esempio) ma sia il luogo che consente l’estensione a tutto il territorio delle realtà eccellenti, tagliando magari i baroni, i corrotti, i raccomandati.
Bisogna trovare il coraggio di guardare oltre la tragica fatalità di un governo Berlusconi.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Aprile 2009 17:01 |