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Forum scuola - comunicato nr. 3 PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvana Bartoli   
Mercoledì 08 Aprile 2009 16:58
Onorevole Gelmini,
perdoni questa ricerca di contatto diretto con Lei ma la gravità della situazione che si va prospettando ci spinge a evitare troppe intermediazioni.
I dati, che Lei certamente già conosce, relativi alle iscrizioni scolastiche dimostrano che il 90 % delle famiglie italiane ha scelto il tempo medio lungo di 30 – 40 ore settimanali. Molti giornali hanno scritto che il Suo progetto di “maestro unico” (anche se Lei sa bene che sarebbe meglio dire “maestra unica”, POICHE’ LE ATTIVITA’ SOTTOSTIMATE E SOTTOPAGATE SONO MONOPOLIO DELLE DONNE) è stato bocciato.
Nonostante questo sembra evidente che Lei continuerà per la “sua” strada: dovrebbe però cominciare a rendersi conto che il “tempo pieno” offerto da Lei è in realtà il doposcuola di vecchia memoria, in sostanza un parcheggio / bambini per le famiglie che non possono permettersi altro. Ovvero il Suo “tempo pieno” è la riesumazione di un modello (pedagogico?) che la compresenza aveva superato offrendo un tempo / scuola che ha portato la qualità della scuola primaria italiana ai primi posti nel mondo. Onorevole Gelmini perché vuole affossare un’esperienza ventennale positiva per attuare una controriforma che ignora il futuro? La scuola di oggi è la società di domani ed è autolesionista risparmiare a danno delle generazioni future: lo sa bene il nuovo presidente degli Stati Uniti che, pur non essendo “nato in una mangiatoia”, ha immediatamente avviato l’ “American Recovery and Reinvestement Act”, il più grande investimento federale in educazione, dagli asili alle università. Il Ministero dell’istruzione si trova ad avere un budget doppio rispetto a quello che aveva durante l’amministrazione Bush: la legge “No Child Left Behind” è mirata espressamente a una maggiore equità nel sistema educativo.
Equità, Onorevole Gelmini, non risparmio sui più deboli. Legga bene la nostra Costituzione, mirabile esempio di civiltà, frutto di un lavoro svolto da persone con storie e culture politiche diverse eppur così facilmente condivisibile da tutti. Nell’art. 3 sta scritto: “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…” Come rimuovere gli ostacoli se non attraverso la cultura? Come dare pari opportunità ai figli dei ricchi e dei poveri se non attraverso un’eccellente scuola pubblica?
Ci ripensi Onorevole. Perché vuole legare indissolubilmente il suo nome a una devastazione di cui Berlusconi e Tremonti sono i mandanti? Dicono che è per risparmiare. E l’abolizione dell’ICI? E i regali ai manager responsabili della crisi? E gli sprechi per impedire ai parlamentari disonesti di barare sul voto? Hanno forse ragione gli agricoltori in rivolta per le quote-latte quando dicono che questo governo è molto attento a favorire i disonesti e punire chi ha sempre fatto il proprio lavoro? E’ doveroso eliminare gli sprechi, ma nella scuola si può e si deve fare salvaguardando la qualità e il diritto allo studio di tutti. In Italia ci sono migliaia di insegnanti che, nonostante uno stipendio inadeguato alle responsabilità, hanno fatto della scuola primaria pubblica un modello di eccellenza che lei vuole distruggere. A favore di chi? Di quelle scuole private per le quali il ministro Tremonti ha trovato subito 130 milioni di euro non appena il Vaticano ha schioccato la frusta?
Ci auguriamo che Lei accetti un confronto con chi lavora nella scuola e per la scuola e smetta finalmente la divisa di esecutrice obbediente degli ordini del capo che, creda, è un’offesa per tutte le donne.
Cordialmente

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