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I GD sulla giornata della memoria |
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Scritto da Riccardo Ferrigato
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Mercoledì 27 Gennaio 2010 16:17 |
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In occasione del Giorno della Memoria i Giovani Democratici della provincia di Novara si impongono una seria riflessione su di una vergognosa pagina di storia del nostro continente e del nostro paese. Il dolore di interi popoli, la barbarie del fanatismo e l’odio per il diverso tornano alla mente in questo giorno, come una stigmate indelebile sul cuore di qualsiasi cittadino europeo, nell’anima di qualsiasi italiano. Il sangue di milioni di donne, uomini e bambini versato nei campi di sterminio non può essere cancellato dal passare del tempo; la responsabilità delle scelte compiute dal governo italiano in quegli anni non può essere sottovalutata. L’Italia ha partecipato a quello scempio e noi dobbiamo ricordare e chiedere perdono, un perdono che mai ci potrà essere offerto. I Giovani Democratici della provincia di Novara hanno oggi partecipato alla commemorazione organizzata dal Comune di Novara presso il cimitero urbano della città e devono rammaricarsi della persa occasione per una riflessione seria sul tema della Shoah: una commemorazione di pochi minuti e le esigue parole dei rappresentanti dell’amministrazione comunale e provinciale non possono rendere giustizia della gravità e dell’importanza del significato del Giorno della Memoria.
Il Giorno della Memoria non è solo una riflessione sul passato: allarmanti paralleli possono essere tracciati tra l’odio per il diverso, che scatenò la Shoah, e quello che ancora oggi si respira in alcuni ambienti sottoculturali italiani; tra le salme accatastate nei pressi dei campi di concentramento e quelle dei migranti, che spesso galleggiano sulle acque del mar Mediterraneo o – come evidenziato dai recenti editoriali di Oggi e L’Espresso – quelle distribuite nei pressi dei confini libici, di uomini e donne spesso respinti dal suolo italiano, mandati in pasto a un destino di morte. Forse in futuro ci sarà un giorno della memoria anche per loro. Per ora vorremo solo che si ricordasse, in tempo, che, clandestini o no, essi sono esseri umani. Proprio come quelli di Auschwitz.
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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Febbraio 2010 17:28 |