Organizzazione

Convocazione aggiornata dell'assemblea provinciale

L'assemblea provinciale è convocata per il giorno 22 novembre 2010, alle ore 21, presso la Casa del Popolo di Borgo Ticino (in via San Giuseppe 11) con il seguente ordine del giorno:

1) Presa d’atto dimissioni da componenti dell’assemblea di Angela Grossini e Franca Guglianetti e loro surroga.

1bis) Dimissioni da componente dell'assemblea e relativa surroga di Enrico Cavallazzi e Luca Ballardini

2) Approvazione Regolamento Assemblea provinciale.

3) Elezione del Coordinamento Provinciale.

4) Dimissioni da componente della Commissione di garanzia di Giovanni Agnesina e sua surroga.

5) Atto di indirizzo al Coordinamento Provinciale per la nomina dell’Ufficio di Tesoreria.

6) Ordine del giorno su Energia nucleare e fonti rinnovabili.

7) Ordine del giorno su smaltimento dei rifiuti e termovalorizzatore.

8) Mozione su sistema d’arma F 35. Si precisa che sarà posto in discussione, ma i presentatori accettano di rimandare la votazione a dopo che sarà discusso da un'apposita commissone temporanea.

9) Elezioni comunali 2011

10) Mozione a favore della parità di genere nei CDA e negli organismi di garanzia delle società partecipate dagli enti locali

11) Varie ed eventuali

Ricordo che eventuali proposte di emendamenti al Regolamento e altri documenti devono pervenire all'Ufficio di Presidenza almeno 48 ore prima dell'inizio dell'Assemblea.

Di seguito il regolamento e gli Odg in discussione.

 

ORDINE DEL GIORNO SOLUZIONE FINALE DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

Premesso che: Il D.L 3 aprile 2006 n 152 all’art.2 afferma che: «i rifiuti devono essere recuperati e smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente». La Direttiva Comunitaria 2008/98/CE e recepita nella Parte Quarta del D.lgs 152/06 stabilisce che siano fondamentali come ordine di priorità della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti: Prevenzione; Preparazione per Riutilizzo; Riciclaggio; recupero di altro tipo; Smaltimento;

La provincia di Novara è un’area caratterizzata da prestazioni del sistema di raccolta tra i migliori a livello nazionale, grazie all’applicazione estensiva di sistemi domiciliari comprensivi della raccolta dell’umido. La percentuale di raccolta differenziata (RD) ha sfiorato il 65% nel 2008, valore che la normativa nazionale (D.Lgs. 152/06) fissa come obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno 2012. A fronte di una tale livello di differenziazione, la produzione di RUR si attesta attorno alle 65.000 tonnellate annue, con un valore obiettivo, nel caso di raggiungimento del 70% di RD, di poco superiore a 50.000 tonnellate e con una previsione al 2012 di 49.000 tonnellate;

Nonostante ciò si guarda con preoccupazione i recenti dati regionali del 2009 che evidenziano un calo della percentuale della Reccolta Differenziata dei Rifiuti in quasi tutti i centri della provincia di Novara con punte più marcate nei centri più popolati. La raccolta differenziata, anche e soprattutto attraverso una mirata sensibilizzazione della cittadinanza è allo stato ulteriormente migliorabile considerando che esistono in Italia Comuni che hanno raggiunto una percentuale di raccolta differenziata dell’85%;

Resta dunque un quantitativo di materiale residuo da trattare, per il quale in prospettiva dovrà essere abbandonato il ricorso allo smaltimento in discarica, sia per motivi strettamente normativi, sia, soprattutto, poiché tale forma di trattamento costituisce un mancato recupero di ulteriori risorse dal rifiuto urbano residuo (RUR);

Ritenuto che:

sia fondamentale relativamente alla problematica dei rifiuti solidi urbani, da intendersi non solo come materiale di cui disfarsi, ma anche e soprattutto quale risorsa da riciclare ed introdurre nuovamente nel processo produttivo, evitare ulteriore sfruttamento di risorse naturali; la decisione relativa alla scelta della migliore tipologia di trattamento dei rifiuti indifferenziati per il territorio novarese sia una decisione estremamente importante per il futuro e la salute delle popolazioni coinvolte e debba, dunque, essere assunta con razionalità e senza condizionamenti; e che il procedimento in atto, nelle sedi istituzionali, per la scelta della l’individuazione della migliore tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati prende in esame unicamente tipologie di impianti di trattamento termico dei rifiuti, ovvero gli INCENERITORI.

Considerato tutto ciò:

Il Partito Democratico di Novara dice NO all’ipotesi di collocare sul territorio novarese un impianto di INCENERIMENTO come soluzione finale di smaltimento dei rifiuti, considerato anche alla luce delle recenti scoperte in merito all’influenza delle nanoparticelle emesse dai fumi degli impianti di trattamento termico dei rifiuti sulla salute umana.

Ed inoltre: Il Partito Democratico di Novara è favorevole sul territorio novarese a: - incrementare la percentuale di raccolta differenziata in modo da aumentare la quota recuperata a sostegno dei cicli virtuosi di riutilizzo e minimizzare la quota residua del rifiuto; - a puntare su una politica “a monte” che riduca, sensibilmente, gli imballaggi dei prodotti; - a campagne di educazione / informazione del cittadino e nel contrasto delle discariche abusive; - a soluzioni di impianti per il trattamento finale che vanno nella direzione della tutela della salute dei cittadini, della sostenibilità dell’intervento in termini di impatti ambientali, costi/benefici, ecc.

 

 

ORDINE DEL GIORNO POLITICHE ENERGETICHE IN TERMINI DI ENERGIA NUCLEARE E FONTI DI ENERGIE RINNOVABILI

Premesso che:

L’Italia ha detto NO alla realizzazione di centrali nucleari con un referendum popolare nell’anno 1987. I cittadini dunque si sono già espressi per una chiara e netta posizione del paese in relazione alle scelte energetiche dello stesso. A più di vent’anni dal referendum le ragioni del NO all’energia nucleare sono ancora attuali, sia per lo smaltimento delle scorie, sia in termini di tecnologia degli impianti che di costi reali. A tutt’oggi non ci sono esempi accettabili per la gestione di lungo periodo delle scorie, i reattori a sicurezza intrinseca sono ancora allo studio e le riserve di uranio sono molto limitate. Questa mancata soluzione dei nodi irrisolti della tecnologia nucleare permane nonostante decenni di investimenti pubblici in ricerca e sviluppo sulle tecnologie nucleari nell’ambito dei paesi OCSE e pone al centro dell’attenzione anche la sicurezza in relazione alla salute delle popolazioni dei territori nei quali vengono o verranno a trovarsi centrali nucleari. Tutto ciò premesso: Il Partito Democratico di Novara di NO al ritorno al nucleare delineato dalla politica dell’attuale governo di centro-destra e dice SI alle FONTI DI ENERGIE RINNOVABILI, (Fotovoltaico-eolico-geotermico, ecc.) come alternativa alla politica del ritorno al nucleare; al fine anche di perseguire gli obiettivi europei di riduzione dei gas ad effetto serra che vincolano gli stati membri a ridurre le emissioni degli stessi entro il 2020 del 20% e realizzare entro tale data un aumento del 20% dell’efficienza energetica con l’utilizzo delle fonti pulite.

Tutto ciò considerato, inoltre:

Il Partito Democratico di Novara si impegna a: - promuovere forme di informazione sui pericoli dell’energia nucleare e sui vantaggi delle fonti energetiche rinnovabili sostenibili; - contrastare con fermezza la campagna pro-nucleare del governo italiano di centro-destra e delle istituzioni che si riconoscono nell’attuale politica energetica governativa; - di supportare l’iniziativa di legge popolare “Sviluppo efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”, per un Piano Energetico Nazionale basato sulle energie rinnovabili sostenibili e sull’esclusione del nucleare; - sollecitare le istituzioni locali a rendere pubblica la propria posizione in tema di energia nucleare nell’ambito di riferimento (Consigli comunali, Consigli provinciali, ecc.); - aderire al Comitato “SI alle energie rinnovabili, NO al nucleare”, costituitosi a Torino nelle scorse settimane e che si sta organizzando anche sul territorio novarese.

 

REGOLAMENTO DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI NOVARA

PARTE I ASSEMBLEA PROVINCIALE

Art. 1 L’assemblea provinciale, eletta dagli iscritti del Partito nelle assemblee di circolo, è il massimo organo del Partito previsto dallo Statuto a livello provinciale. Essa è composta di norma di 100 membri. Ad essa partecipano, senza diritto di voto, i parlamentari, gli assessori e consiglieri regionali, i Sindaci dei comuni della Provincia iscritti al Partito Democratico, i consiglieri provinciali, il capogruppo nel Consiglio comunale del capoluogo di Provincia, i componenti della Commissione di garanzia provinciale, dell’assemblea, direzione e segreteria regionale, gli eletti nella Assemblea e Direzione nazionale e i segretari dei Circoli del PD della provincia. Partecipano con diritto di voto il Presidente della Provincia e il capogruppo in Consiglio Provinciale.

Art.2 L’Assemblea provinciale ha il compito di guidare l’attività politica del partito nell’ambito del territorio della Provincia, esprimendo indirizzi attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni, secondo le modalità previste dal suo regolamento, sia attraverso riunioni plenarie sia attraverso Commissioni permanenti o temporanee. Il Regolamento dell’Assemblea provinciale e le sue eventuali successive modifiche sono approvati con la maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti.

Art. 3 L’Assemblea elegge il proprio presidente, il Coordinamento provinciale, la Commissione di Garanzia e il/la Tesoriere/a. Il presidente designa due altri componenti dell’Ufficio di Presidenza con la funzione di vicepresidenti.

Art. 4 L’elezione del presidente dell’Assemblea provinciale avviene con voto personale e a scrutinio segreto, sulla base di candidature sottoscritte da almeno il dieci per cento dei membri dell’Assemblea. Nel caso in cui nessun candidato abbia conseguito la maggioranza si procede a ballottaggio tra i due candidati più votati, sempre a scrutinio segreto. Il presidente dell’Assemblea resta in carica per la durata del mandato dell’Assemblea.

Art. 5 L’Assemblea è convocata ordinariamente dal suo presidente almeno ogni quattro mesi. L’Assemblea deve altresì essere convocata qualora lo richieda un quinto dei suoi membri o il Segretario provinciale. La convocazione viene effettuata almeno cinque giorni prima della data dell’Assemblea tramite posta elettronica ovvero posta ordinaria, fax, sms e quant’altro usufruibile per chi è sprovvisto di indirizzo e-mail.

Art. 6 L’Assemblea provinciale può, su mozione motivata, sfiduciare il Segretario con il voto della maggioranza assoluta dei suoi componenti. La mozione di sfiducia deve necessariamente indicare il nominativo del Segretario subentrante, che resta in carica fino alla normale scadenza congressuale. In caso di dimissioni o grave impedimento del Segretario il presidente della Commissione di Garanzia assume in via provvisoria la guida del Partito e il Presidente dell’Assemblea Provinciale convoca entro 7 giorni l’Assemblea Provinciale per l’elezione del Segretario, che resta in carica fino alla normale scadenza del mandato.

Art. 7 L’Assemblea è validamente costituita quando sia presente un terzo dei suoi componenti eletti. L’Assemblea assume le proprie decisioni deliberative con la maggioranza assoluta dei votanti, fatto salvo quanto stabilito negli art. 2 e 6.

Art. 8 L’assemblea può costituire Commissioni consultive permanenti su aree tematiche o temporanee su specifici problemi che richiedano un approfondimento. A tali commissioni possono partecipare anche tesserati al partito non componenti dell’Assemblea, ma che abbiano interessi e competenze specifiche intorno agli argomenti trattati. Alle Commissioni partecipano i componenti della segreteria provinciale ai quali sono attribuite le deleghe sui temi ad esse assegnati. Ogni Commissione elegge al proprio interno un Presidente.

Art. 9 In caso di dimissioni di un componente dell’Assemblea si procede alla surroga secondo le seguenti modalità: - all’interno della lista di circolo per l’elezione dell’Assemblea provinciale in cui era candidato il dimissionario, si procede alla surroga con il primo degli esclusi dello stesso genere; - qualora non vi siano candidati dello stesso genere, subentra il primo degli esclusi, anche di genere diverso; - se la lista del Circolo fosse esaurita e qualora si verificasse che un Circolo resti privo di rappresentanti nell’Assemblea provinciale si procede, su invito del Presidente dell’Assemblea, sentiti i candidati del Congresso alla segreteria provinciale, ad una nuova elezione nell’ambito dell’assemblea del Circolo; le liste debbono essere costituite mettendo al primo posto un rappresentante del genere minoritario in assemblea, come da indicazione fornita dal Presidente. - nel caso in cui un componente dell’Assemblea non partecipi per tre successive convocazioni e senza giustificato motivo ai lavori dell’Assemblea stessa viene avviata dalla Presidenza dell’Assemblea, sentita la Commissione di garanzia, la procedura di decadenza. Sulla proposta di decadenza l’Assemblea provinciale si pronuncia a maggioranza qualificata.

Art.10 Le mozioni, gli Ordini del Giorno e i documenti da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea debbono essere presentati alla Presidenza, anche a mezzo e-mail, di norma almeno 48 ore prima dell’inizio dell’Assemblea stessa (pena l’inammissibilità) al fine di consentire ai componenti di prenderne tempestiva visione. Eventuali deroghe saranno valutate dall’Ufficio di Presidenza che decide a maggioranza, valutate le circostanze e le motivazioni, sull’ammissibilità in deroga. Il Presidente dell’Assemblea ha facoltà di fissare i tempi degli interventi.

PARTE II COORDINAMENTO PROVINCIALE

ART. 11 Il Coordinamento provinciale è organo di esecuzione degli indirizzi dell’Assemblea provinciale ed è organo d’indirizzo politico nei confronti della segreteria provinciale, il cui compito è esecutivo. Esso assume le proprie determinazioni attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni politiche e svolge la sua funzione di controllo attraverso interpellanze e interrogazioni al Segretario e ai membri della Segreteria.

Art. 12 Il coordinamento provinciale è composto da un numero di membri non superiore al 20% dei membri eletti in Assemblea provinciale. Eventuali deroghe devono essere approvate dalla maggioranza qualificata dei componenti dell’Assemblea Per l’elezione del Coordinamento provinciale l’elettorato attivo è riservato ai membri dell’Assemblea provinciale con diritto di voto. E’ consentita la presenza di componenti esterni all’Assemblea in misura non superiore al 20%. L’elezione avviene con il metodo delle liste concorrenti e con voto di preferenza che garantisca la parità di genere e, nei limiti del possibile, la rappresentanza omogenea del territorio, con metodo proporzionale e a scrutinio segreto. Qualora fosse presentata una lista unica nella quale siano soddisfatti tutti i parametri di cui sopra, l’Assemblea potrà, a maggioranza, chiedere la votazione palese.

Art. 13 Sono membri di diritto del Coordinamento provinciale il Segretario (con eventuale delega ad un membro della segreteria), il Presidente dell’Assemblea provinciale (con eventuale delega ad un componente dell’Ufficio di Presidenza), il Presidente o vicepresidente della amministrazione provinciale, se iscritto al Partito, il Capogruppo e il vice capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Provinciale.

Art. 14 Al Coordinamento provinciale sono invitati permanenti, senza diritto di voto, gli eletti nel Parlamento nazionale, europeo e in Consiglio regionale, il Sindaco, se iscritto al Partito Democratico, e il capogruppo del Comune capoluogo di provincia, i membri della Segreteria e direzione regionale, i membri della Segreteria e Direzione nazionale, il Presidente della Commissione di garanzia provinciale, i presidenti delle Commissioni permanenti dell’Assemblea.

Art. 15 Il Coordinamento è presieduto dal presidente dell’Assemblea provinciale che lo convoca di norma una volta al mese. In via straordinaria è convocato dal presidente se lo richiedono un quinto dei suoi membri o il Segretario provinciale. La convocazione viene effettuata almeno tre giorni prima della data di svolgimento del Coordinamento tramite posta elettronica ovvero posta ordinaria, fax, sms e quant’altro usufruibile per chi è sprovvisto di indirizzo e-mail. .

Art. 16 Il Coordinamento è validamente costituito quando sia presente la metà più uno dei suoi componenti eletti. Il Coordinamento assume le proprie decisioni deliberative con la maggioranza assoluta dei votanti.

Art. 17 Per quanto non previsto si fa riferimento al regolamento dell’Assemblea ed a Statuti Nazionale e/o regionale e regolamenti di riferimento.

Art. 18 Il presente regolamento costituisce un riferimento per lo svolgimento delle attività delle Assemblee degli iscritti e dei Direttivi dei Circoli territoriali.

 

Mozione sul sistema d’arma F-35

Considerato che:

1 L’ F-35 LT II è un cacciabombardiere americano destinato ad equipaggiare le forze aeree occidentali con il prossimo decennio. Le sue caratteristiche salienti sono: è supersonico, monoposto, monomotore ed è dotato di caratteristiche tecniche avanzate di quinta generazione, la piattaforma operativa è dotata di sistemi sofisticati d’integrazione di sensori e bassissima visibilità (stealth). Il sistema logistico che lo sottende lo rende adatto a missioni di proiezione in scenari d’attacco a lungo raggio, attacco al suolo e supporto alle operazioni di terra. L’aereo nasce dalle richieste del Pentagono per la sostituzione delle flotte aeree delle proprie forze armate ed è progettato e costruito dalla Lockheed Martin. L’Italia, assieme ad altre nazioni europee partecipa già al programma europeo per un velivolo d’attacco al suolo sulla scia del programma Tornado ed ora Eurofighter, che integrano le capacità finanziarie ed industriali dei principali Paesi europei con un’alta quota di partecipazione italiana e con un conseguente sviluppo tecnologico.2 Che l’Italia non partecipa, se non in minima parte (assemblaggio di una parte d’ala), alla ricerca ed al progetto F35. Con tutta probabilità non si avranno dunque grandi la ricadute tecnologiche ed occupazionali.3. Gli F35 verranno costruiti essenzialmente negli USA. 4. il costo per unità è in continua lievitazione e ha un range attuale, secondo gli equipaggiamenti, tra i 60 ed i 120 milioni di dollari a velivolo. 5. Il costo stimato per l’Italia è attualmente sui 15 miliardi di euro. 6. In Italia non si costruirebbero gli F35. Verrebbero semplicemente assemblati quelli acquistati da Italia ed Olanda.

Ciò premesso visto che l’Italia è già inserita nel progetto Eurofighter, naturale evoluzione di un’ integrazione delle forze armate europee, appare politicamente, strategicamente e finanziariamente errato l’acquisto del sistema d’arma F35. Infatti, alle nostre Forze Armate, che per Costituzione non possono essere strumenti di offesa, mancano le cose più semplici e banali: un sistema logistico degno di questo nome, le reali corazzature ai VTT (che tante vittime militari hanno causato), l’appoggio tecnologico ai combattenti di terra, l’appoggio aereo derivante dagli elicotteri, veicoli aerei leggeri e, soprattutto, i droni evoluti sino alla carenza del lubrificante per pulire le armi personali.

E considerato che se solo il 50% della somma prevista per l’acquisto degli F35 venisse usata per le reali emergenze italiane (cioè sostegno alle PMI, interventi sul dissesto idrogeologico e bonifica ambientale, riqualificazione e messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, interventi infrastrutturali ad impatto ambientale minimo, messa in sicurezza degli impianti industriali obsoleti, sostegno allo stato sociale, ricerca, scuola, giustizia, sanità, formazione e sicurezza) ci sarebbe una ricaduta di investimenti privati a moltiplicatore e il conseguente sviluppo occupazionale con il recupero della attuale disoccupazione ed un’implementazione delle possibilità lavorative. Questo porterebbe ad un vero ammodernamento industriale e sociale dell’Italia. L’acquisto degli F35 incrementerebbe ulteriormente il dissesto di bilancio da lasciare in eredità agli italiani che verranno. Per questi ed altri motivi si ritiene che l’acquisto del sistema d’arma F35 eccessivamente oneroso e senza reali contropartite, contrario agli interessi di prospettiva italiani ed europei, contrario al nostro vincolo costituzionale, errato dal punto di vista politico, economico e militare.

Invitiamo quindi i nostri rappresentanti nelle Amministrazioni locali, provinciali, regionali e parlamentari nonché l’organizzazione del Partito sul territorio ad approfondire il tema e le relative problematiche evidenziate in premessa ed agire di conseguenza, nei tempi e con le modalità previste nei propri distinti ruoli di rappresentanza.


MOZIONE A FAVORE DELLA PARITA’ DI GENERE NEI CDA E NEGLI ORGANISMI DI GARANZIA DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE DAGLI ENTI LOCALI

PREMESSO CHE Con la riforma del titolo V della parte II della Costituzione (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3) era stato affidato alle leggi regionali il compito di rimuovere: «ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e di promuovere la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive» (articolo 117 settimo coma); Nel 2003 con l’approvazione della nuova formulazione dell’articolo 51: «tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini» (legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1); Lo statuto della Regione Piemonte stabilisce che: «La Regione garantisce le pari opportunità tra donne e uomini e opera per rimuovere, con apposite leggi e provvedimenti, ogni ostacolo che impedisce la piena parità nella vita sociale, politica, culturale ed economica. La legge assicura uguali condizioni di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive nonché negli enti, negli organi e in tutti gli incarichi di nomina del Consiglio e della Giunta regionale» (articolo 13 primo e secondo comma); Lo statuto della Provincia di Novara stabilisce che l’Ente orienti in particolare la propria attività verso i seguenti principi e obiettivi: «parità di diritti, doveri ed opportunità tra tutti i cittadini, prevenendo ogni e qualsiasi forma di discriminazione» (articolo 5 comma c.); Lo statuto nazionale del Partito Democratico impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia. Favorisce la parità fra i generi nelle candidature per le assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica.

RICORDATO CHE In Italia il 60% dei laureati è donna (più della metà in discipline economiche e quasi il 60% in discipline giuridiche) e solo il 40% uomo, eppure ben il 22% delle laureate non lavora contro il 9% degli uomini; In Italia il tasso di occupazione delle donne tra i 15 e i 64 anni con istruzione primaria e secondaria di primo grado è stato nel 2007 pari al 23.3% contro il 55.2% del Regno Unito, il 40.4% della Germania, il 39.1% della media Ue; Secondo i dati elaborati da Manegeritalia la parità, in termini di occupati, tra uomo e donna sarà raggiunta in Italia solo nel 2033; Le donne sono poco presenti nelle posizioni apicali delle imprese: il 23.3% nel top management delle aziende pubbliche e private (10% se restringiamo l’attenzione alle private); Le donne sono poco presenti anche nei consigli di amministrazione di società quotate, con una quota del 6%, ponendo, secondo l’Europen professional women network, il nostro paese al 29mo posto su 33 censiti; Negli ultimi 4 anni le imprese femminili in Italia sono cresciute del 9% contro il 5.7% di quelle maschili: in particolare nel terziario le donne imprenditrici registrano una crescita del 2% mentre gli imprenditori calano dell’1%;

CONSIDERATO CHE In Parlamento è stata presentata una proposta di legge unificata/bipartisan (cd Legge Golfo- Mosca) che prevede l’inserimento di quote di genere nella composizione dei consigli di amministrazione e degli organismi di garanzia e controllo delle società quotate in Borsa;

RITENUTO CHE Il sostegno alla partecipazione delle donne al lavoro e alla carriera rappresenta un presupposto e uno strumento essenziale per la crescita e per la competitività del nostro sistema produttivo Accelerare con misure opportune la parità di genere sia nell’ingresso al lavoro sia nelle carriere è una questione di funzionalità dell’economia e della società nel suo complesso;

L’ASSEMBLEA PROVINCIALE DEL PARTITO DEMOCRATICO IMPEGNA i propri amministratori eletti a promuovere in seno gli organi consultivi di appartenenza ogni iniziativa politica utile affinché in seno ai consigli di amministrazione e gli organismi di garanzia e controllo delle società e degli enti partecipati direttamente o indirettamente dagli Enti Locali sia previsto un bilanciamento della rappresentanza tra generi ovvero al genere meno rappresentato siano assegnati almeno un terzo degli amministratori e dei sindaci per tre mandati consecutivi; gli organismi dirigenti e gli iscritti del Partito a promuove iniziative pubbliche volte a diffondere la cultura della parità di genere e a impegnarsi a favore di politiche di sostegno dell’occupazione femminile e una maggiore presenza delle donne nei ruoli apicali della società civile.