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Ricorsi elettorali: nota del segretario regionale |
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Scritto da Gianfranco Morgando
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Martedì 17 Agosto 2010 13:33 |
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Alcuni fatti verificatisi negli ultimi giorni non possono non destare preoccupazione e sollevare perplessità. Mi riferisco alla decisione del Tribunale di Torino di non avviare il riconteggio dei voti fino a quando non verrà fatta chiarezza sul pagamento delle spese; al conseguente allungamento dei tempi per le operazioni (si ipotizzano ben 4 mesi) e all’intreccio dei diversi livelli giudiziari (amministrativo, civilistico e penale) per quanto riguarda la Lista dei Pensionati.
Sin dall’inizio della vicenda dei ricorsi, il PD ha condannato ogni tentativo di condizionare l’operato dei giudici, la cui autonomia va sempre rispettata e difesa. Abbiamo apprezzato i primi pronunciamenti del Tar e del Consiglio di Stato che hanno confermato la fondatezza dei ricorsi e il fatto che le elezioni regionali siano state condizionate da gravi irregolarità.
Siamo consapevoli della complessità del riconteggio delle schede, così come non sottovalutiamo il problema dei costi. Tuttavia non possiamo accettare che l’accertamento della verità, il ripristino della legalità e delle regole democratiche possano venire condizionate, se non vanificate, dalle lungaggini procedurali o addirittura dallo ‘scaricabarile’ tra i vari soggetti che dovrebbero garantire la copertura delle spese in questione. Una sentenza deve venire eseguita sempre e comunque e non si può subordinarne l’applicazione della stessa alla disponibilità o meno delle risorse economiche necessarie. Come ha detto bene il giurista Gustavo Zagrebelsky la regolarità delle elezioni deve essere al primo posto e se la si sottomette ad altre esigenze allora è la democrazia stessa ad essere a rischio. Alle elezioni regionali è stata attuata una truffa ai danni degli elettori piemontesi, attraverso la falsificazione delle firme dei candidati della Lista Pensionati e attraverso comportamenti ‘fraudolenti’ come quelli posti in essere da Scanderebech. Per molto meno in Molise le elezioni vennero annullate e si tornò al voto. Ora c’è il concreto rischio che, a causa del susseguirsi di ricorsi e contro-ricorsi e dell’allungamento dei tempi del riconteggio, si possa giungere a un pronunciamento definitivo addirittura a fine legislatura, il che sarebbe un’autentica beffa. Può il Piemonte venire governato per anni da un Presidente e una Giunta sub judice? Può ben governare e affrontare i gravi problemi economici e sociali chi è accusato di aver truccato le regole elettorali? E’ interessi di tutti, maggioranza e opposizione, ma soprattutto è interesse dei piemontesi, che si giunga in tempi accettabili a una decisione definitiva.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Settembre 2010 13:46 |