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Questo pomeriggio, venerdì 11 giugno, i Giovani Democratici hanno promosso un sit-in di fronte alla Prefettura di Novara contro il ddl sulle intercettazioni approvato in Senato, già ribattezzato "legge bavaglio"; la protesta pacifica, che ha raccolto molti novaresi, ha avuto lo scopo di far conoscere alla cittadinanza l'inequità di questo provvedimento, che rappresenta l'ennesimo attacco alla Democrazia e alla Costituzione dell'attuale Governo.
Una delegazione dei partecipanti, composta dalla Senatrice Biondelli e dall'Onorevole Rampi del Partito Democratico, da consiglieri provinciali e comunali del PD, da Giovani Democratici, da rappresentanti dei Radicali, dell'Italia dei Valori, di SEL, della Fabbrica di Nichi e del Popolo Viola, sono stati ricevuti dal Prefetto in serata.
Al prefetto sono state spiegate le ragione per cui le forze di opposizioni non possono condividere questa legge: sia la magistratura che la stampa ora sono bloccati nel loro compito, rispettivamente nel proteggere e nell'informare i cittadini; esemplificando, con questa legge, non ci sarebbero state indagini che hanno garantito la sicurezza degli italiani: le stragi di Mafia e le rivelazioni di Ciancimino, le intercettazioni ambientali con cui il Capitano Ultimo ha arrestato Riina, la scalata alle banche di Ricucci e dei "furbetti del quartierino", gli omicidi della "Clinica degli orrori" di Milano, la strage di Novi Ligure.
Questi sono solo alcuni delle migliaia di reati che non sarebbero stati accertati se ci fosse già stata questa legge. Il Partito Democratico della Provincia di Novara esprime con forza la propria opposizione verso questa legge, che continuerà nelle sedi parlmentari e nelle piazze nelle prossime settimane.
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