Parlamento
L'intervento dell'on. Rampi in commissione lavoro sul decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali
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- Categoria: Attività Onorevole Elisabetta Rampi
- Creato Mercoledì, 19 Gennaio 2011 18:19
- Scritto da Elisabetta Rampi
Elisabetta RAMPI (PD), dopo aver ringraziato il relatore per l’esauriente intervento introduttivo svolto, intende cogliere l’occasione del presente dibattito per manifestare anzitutto il cordoglio del suo gruppo per la morte del militare italiano avvenuta in Afghanistan in queste ore, esprimendo altresì solidarietà ai familiari della vittima e pieno sostegno al contingente italiano presente in quel territorio.
Nel far notare che tale ultimo drammatico evento dimostra il progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza dei militari italiani impegnati nelle missioni internazionali, sottolinea l’esigenza di rivalutare le modalità con cui vengono definite le strategie italiane in politica estera, promuovendo maggiormente il ruolo del Parlamento.
In proposito, sul tema specifico della proroga delle missioni, ritiene essenziale uscire dalla logica della decretazione di urgenza, per addivenire all’elaborazione di una « legge-quadro », che definisca una volta per tutte l’ambito normativo di riferimento entro cui collocare l’azione del Governo, affinché il Parlamento venga messo nelle condizioni di verificare la coerenza tra gli obiettivi prefissati e le azioni messe in atto per perseguirli. Ritiene necessario, pertanto, che sul tema delle missioni internazionali vi sia la massima chiarezza di informazione da parte dell’Esecutivo, affinché misure come quelle contenute nel decreto in esame – quali il rafforzamento dell’impegno italiano in talune aree (come l’Afghanistan) a discapito delle iniziative assunte in altre zone (ad esempio, in Darfur) – siano giustificate da adeguate e razionali motivazioni.
Quanto al contenuto di dettaglio del provvedimento, giudica importante che il relatore possa includere nella proposta di parere, che si riserva di presentare, specifiche osservazioni che evidenzino, in primo luogo, l’esigenza di prevedere un intervento specifico a favore del definitivo inquadramento del personale altamente specializzato del Genio militare, che risulta attualmente in una situazione di precarietà (a causa di recenti misure legislative introdotte dal Governo), nonché, in secondo luogo, la necessità di mantenere integre le risorse del Fondo per lo sminamento umanitario, istituito con la legge n. 58 del 2001, che, ad una prima lettura del decreto, potrebbero rischiare di subire una decurtazione. Nell’evidenziare che su tali tematiche il suo gruppo si è già impegnato a presentare emendamenti presso le Commissioni di merito, auspica che il relatore possa tenere conto di tali considerazioni in vista del miglioramento di un testo sul quale ritiene che, in caso di pieno recepimento di tali rilievi, non potrà che esservi il consenso da parte di tutti gli schieramenti.

