Parlamento

Otto Marzo: donne e lavoro

Questi anni di governo Berlusconi hanno portato un pesante arretramento delle condizioni di vita e di lavoro delle donne italiane. Uno dei primi atti è stata la cancellazione della legge contro le dimissioni in bianco, per arrivare all'azzeramento del fondo per gli asili nido, al mancato rifinanziamento dei fondi per l'imprenditoria femminile, all'inalzamento dell'età pensionabile per le donne della pubblica amministrazione, ai pesanti tagli delle politiche sociali e per la famiglia, al mancato rifinanziamento dei fondi antiviolenza.

Siamo il fanalino di coda dell'Europa, con un'occupazione femminile pari 46,4% , ben lontana dall'obiettivo del 60% che l'U.E. aveva fissato a Lisbona per il 2010! La media europea è del 57% di donne occupate mentre le donne italiane diventano sempre più povere ed hanno ancora sulle spalle tutto il peso del lavoro di cura...E poi c'è ancora qualcuno che si stupisce per il basso tasso di natalità... L'otto marzo è un giorno di festa, ma anche di riflessione, di rivendicazione e di lotta. Siamo la linfa vitale per il cambiamento, siamo il motore per costruire un'Italia nuova. Lavoro, diritti, dignità, sicurezza devono essere al centro delle nostre rivendicazioni e quest'anno, in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, l'otto marzo assume un significato ancora più forte.