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Contro i regali alla mafia
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- Creato Giovedì, 03 Dicembre 2009 13:14
- Ultima modifica il Martedì, 17 Aprile 2012 21:22
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Il Partito Democratico della Provincia di Novara aderisce all'appello di Libera, l'associazione contro le mafie presieduta da don Luigi Ciotti, affinché non vengano messi all'asta i beni confiscati ai mafiosi.
Nel 1996 veniva infatti approvata una legge, votata da ogni forza politica dopo una petizione di 1 milione di italiani, che destinava all'uso sociale i beni confiscati ai mafiosi dalle forze dell'ordine.
Nella legge finanziaria attualmente in discussione, è stato votato in Senato un emendamento che consente l'avvio della procedura d'asta e la vendita, di quei beni che non vengono ridestinati all'uso sociale in tre o sei mesi.
Se l'emendamento passasse anche alla Camera si tornerebbe indietro di vent'anni: i mafiosi attraverso prestanomi ed intimidazioni rientrerebbero in possesso facilmente dei beni confiscati. Ad oggi più di trentamila cittadini hanno già firmato l'appello di Libera e numerose sono state le iniziative in favore di questa causa, ampiamente riprese anche dai media nazionali; in giornata è stato presentato un ordine del giorno in Consiglio Provinciale dalla capogruppo del PD Paola Turchelli, che sottolinea "non vendiamo quei beni confiscati che sono il segno forte del riscatto di un Italia civile, onesta e coraggiosa".
Invitiamo tutti i cittadini a firmare l'appello sul sito www.libera.it e tutti gli amministratori locali a presentare un ordine del giorno nei prossimi consigli comunali contro questo emendamento; un gesto simbolico ma che saprà sensibilizzare la cittadinanza ed il Governo affinché alla Camera non venga votata e portata avanti questa decisione.
Ordine del giorno
in merito all’emendamento alla legge finanziaria relativo alla vendita di beni confiscati ai clan mafiosi
PREMESSO che tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie: un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità la legge 109/96, cosi’ coronando il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente;
RILEVATO che quell'impegno rischia oggi di essere tradito, in quanto un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi;
CONSIDERATO che e' facile immaginare (grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza) chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato;
ATTESO che la vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni;
RITENUTA inopportuna qualsiasi transazione commerciale riguardante quei beni confiscati, che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra";
REPUTATO di dover perseguire ogni utile sforzo affinché il pensiero ed i principi gia’ tracciati da Pio La Torre non si disperdano invano e risulti riconfermato il criterio del riutilizzo sociale dei beni sottratti ai clan mafiosi;
IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI NOVARA
Per tutto quanto sopra espresso invita il Governo ed il Parlamento a:
- ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati
- rafforzare l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan
- introdurre nuove norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni destinando innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie.


