Provincia

Pensieri sul 25 Aprile

Un sentimento misto di inadeguatezza e di commozione mi avvolge sempre nell’avvicinarsi del 25 aprile.

Commozione : per le giovani vite stroncate in combattimento, per i lutti che in quegli anni si sono susseguiti come ferite indelebili sui sentieri della nostra pianura.

Inadeguatezza : per la consapevolezza di appartenere ad una generazione che grazie anche a quei morti, a quel dolore, a quei lutti, non ha conosciuto la dittatura e la guerra.

La mia generazione non è quella dei testimoni.

La mia generazione è quella dei figli. Figli di quelle pagine di storia della Resistenza scritta anche dai grandi testimoni di questa terra.

Scrive Giorgio Bocca nella sua “Storia dell’Italia Partigiana”che in Piemonte, più che in ogni altra parte dell’Italia, la Resistenza fu unitaria, nazionale e interclassista.E la Provincia di Novara non fa eccezione.

Qui operarono fianco a fianco partigiani comunisti come Gisella Floreanini o Albino Calletti o Eraldo Gastone con partigiani cattolici come i galliatesi Remo Rabellotti e Dante Mena o il novarese Francesco Albertinale;socialisti come Alberto jacometti, Piero Fornara ed Enrico Massara.

A questi uomini e a queste donne noi dobbiamo la nostra libertà.

 

Se in questi sessantacinque anni l’Italia è cresciuta come una nazione libera,prospera,democratica lo dobbiamo a loro.

 

E a loro,alle loro differenze, al loro essere diversi eppure uniti,dobbiamo lo strumento che ha garantito lungo questi decenni che gli orrori della dittatura e dell’assenza di libertà non si ripetessero.

Allora ecco che la memoria ci aiuta a guardare al passato con interezza di sentimenti, a riconoscerci nella nostra identità, a radicarci nei suoi valori fondanti.

Questa civiltà  alla quale noi italiani abbiamo dato nel corso dei secoli uno straordinario contributo intellettuale e spirituale è fatta di umanità,rispetto dell’altro,fede nella ragione e nel diritto,solidarietà.

Le prevaricazioni dei totalitarismi non sono riuscite a distruggere questi principi:essi sono risorti, più forti che mai, sulle devastazioni della guerra, hanno cementato più forti che mai la volontà degli Europei di perseguire, uniti, obiettivi di pace e di progresso,parole non ancora consegnate alla storia come definitivamente acquisite.

Ricordare oggi quindi non è vano. soprattutto in questo anniversario lasciamo che risuonino i nomi di Enrico Massara e Dante Mena che non ce l’hanno fatta a celebrare con noi.

Il loro patrimonio di idee di valori sia suggellato da un segno tangibile che questa città,questa Provincia auspichiamo vorranno loro dedicare.