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PREMESSO CHE
- L’Italia, secondo i dati elaborati dalla Fise (Federazione Imprese di Servizi), detiene il record negativo in Europa in fatto di tempi di pagamento della pubblica amministrazione (PA) con 200 giorni di ritardo rispetto ai tempi stabiliti nei contratti rispetto ai 68 giorni della media europea;
- Si calcola (dati Oipa, Osservatorio su Imprese e Pubblica Amministrazione) che il 17% del Pil sia rappresentato dagli acquisti della PA e che le imprese italiane vantino nei suoi confronti un monte credito complessivo per 70 miliardi di euro;
- Lo scorso 30 maggio 2009 la Commissione Europea ha aperto un’istruttoria per verificare se le procedure italiane contrastino con la direttiva europea (la 35/2000 che fissa un termine di 30 giorni per il pagamento oltre il quale scatta il diritto agli interessi) in materia di ritardi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione;
CONSIDERATO CHE
- La Provincia di Novara è un ente virtuoso dal punto di vista dei tempi di pagamento delle spese correnti potendo quindi affrontare la crisi economica dando la possibilità ai propri fornitori di aumentare la liquidità di cassa per avere una boccata d’ossigeno e riuscendo nel contempo a dare una spinta all’economia del territorio, che viene resa difficoltosa dalle banche che non danno più credito.
RICORDATO CHE
- Il Consiglio Provinciale con delibera n. 16/2010 ha preso atto che: “le PMI richiedono, incessantemente, interventi per poter affrontare – al meglio – la crisi economica e per poter rafforzare la loro competitività”, impegnando, tra l’altro, la giunta: “ad intervenire con ogni mezzo a disposizione per favorire il rilancio delle imprese del territorio”;
IL CONSIGLIO PROVINCIALE di NOVARA
Impegna la Giunta Provinciale a fronteggiare la grave crisi che affligge l’intero sistema economico attivando tutti gli strumenti necessari per sopperire alla mancanza di liquidità che sta colpendo in particolare il sistema delle Piccole Medie Imprese;
Invita la Giunta:
1) a verificare che siano sempre riconosciuti, a favore dei propri fornitori, gli interessi passivi dovuti in caso di ritardo nei pagamenti (ai sensi della direttiva europea 35/2000);
2) ad accelerare ulteriormente le pratiche di liquidazione delle spese correnti utilizzando tutti gli strumenti tecnico-informatici disponibili ponendosi come obiettivo il termine di 30 giorni, stabilito dalla Comunità Europea, per il pagamento dei fornitori;
3) a liquidare tutto l’arretrato tenendo aperti, se necessario, gli uffici della Provincia il sabato e la domenica riconoscendo gli straordinari ai propri dipendenti;
4) a mantenere un livello minimo di pagamento per le spese di investimento che potrebbero aumentare se non ci fosse il patto di stabilità.
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