Premesso
Che il 17 marzo 1861 il primo Parlamento nazionale proclamò Vittorio Emanuele II Re d’Italia e Torino capitale del Regno d’Italia, finalmente unita,al termine di una travagliata vicenda storica;
che nel 2011 ricorrono i 150 anni dalla realizzazione del principale obiettivo del Risorgimento,avvero la creazione di uno stato unitario e di una nazione,”una d’arme di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor(A.Manzoni);
che gli attuali confini dello stato italiano sono stati definiti peraltro negli anni successivi al 1861, con particolare riferimento all’annessione del Veneto avvenuta nel 1866, il che documenta la complessità del processo di unificazione italiana, conclusosi nel 1919 e pervenuto alla forma repubblicana solo negli anni 1946-48;
che nel 1861 non è nata l’Italia; più semplicemente è stato istituito sul territorio italiano uno “stato unitario”.L’Italia, da un punto di vista culturale,artistico,linguistico e soprattutto religioso,era già unita da secoli e secoli
che questo non giustifica però la pretesa ldi qualificare la proclamazione del Regno d’Italia come un evento di rilevanza nazionale.Si è trattato,invece, di un evento”politicamente di grande rilievo.La nazione italiana non ha avuto alcun bisogno di aspettare il trionfo dei movimenti risorgimentali per riconoscersi ed essere riconosciuta come tale da tutte le altre nazioni
che tutte le difficoltà nascono dal fatto che ancora oggi la nozione di stato viene purtroppo confusa con quella di Nazione:Confusione che troviamo perfino nella nostra Costituzione, quando parla di territorio”nazionale”(art.169 oppure quando(art.87) afferma che il Presidente della Repubblica rappresenta l’Unità “nazionale”: Tra Stato e Nazione esiste uno strettissimo rapporto che non giustifica però l’assimilazione dei due concetti.
Considerato
Che appare opportuno celebrare adeguatamente tale ricorrenza anche nella nostra provincia,per riflettere sul sul significato e sul valore dell’Italia unita,quale patrimonio comune innanzitutto culturale, sociale,economico e storico da analizzare attraverso i criteri suggeriti dal principio di sussidiarietà nonché alla luce delle attuali trasformazioni storico-sociali;
che si sono registrate sollecitazioni provenienti dal mondo delle istituzioni, della cultura e dell’informazione, affinché abbiano luogo adeguate celebrazioni per ravvivare i sentimenti di coesione nazionale e sociale presenti sul nostro territorio;
che un’iniziativa nel senso descritta appare utile al fine di contribuire al dibattito in corso sul processo di riforme del Titolo V della Costituzione,finalizzato all’attuazione dei principi costituzionali in senso sussidiario e federale,per rafforzare le ragioni dell’unità a partire dalla valorizzazione sociale,economica,istituzionale,nonché fiscale della specificità territoriali che sono parte essenziale e irrinunciabile della cultura e della storia fondanti la vera Unità d’Italia;
Il Consiglio Provinciale di Novara
Impegna la Commissione Consiliare, in collaborazione con la Giunta, ad attivarsi per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, secondo i criteri espressi in premessa;
Vista la difficile congiuntura economica, sarà compito della Commissione ,d’intesa con l’Amministrazione e le altre istituzioni che intendano attivarsi al riguardo promuovere e supportare “pochi ma significativi progetti finalizzati alle celebrazioni storico-politiche dell’Unità”.
Diamo alle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità il loro corretto carattere di celebrazioni storico-politiche e difendiamo l’unità e l’identità nazionale con altre e più efficaci modalità.
Per il gruppo del Partito Democratico
Paola Turchelli
Novara,17 giugno 2010