Provincia

Turchelli: obbligo di catene a bordo, la legge ed il buon senso.

E’ uno dei provvedimenti del nuovo codice della strada più contestati: l’obbligo di catene a bordo nella stagione invernale. La Regione Lombardia, grazie alla legge 120 del 29 luglio 2010 “disposizioni in materia di sicurezza stradale” ha emanato una propria legge che obbliga gli automobilisti ad essere equipaggiati con pneumatici da neve o catene a bordo dal 15 novembre al 31 marzo 2011, a prescindere dalla presenza o meno di neve sulle strade. A chiamata risposta immediata. La provincia di Milano si adegua con solerzia e procede dimenticandosi che il suo territorio confina con quello di altre province in terra lombarda e piemontese.

Che fare dunque mancando un tavolo di coordinamento? Cercare, come sempre, di adeguarsi alle decisioni di Milano,Caput Mundi e trovare confuse, abborracciate soluzioni che, comunque, destano preoccupazioni, sconcerto, rabbia e…arrendevolezza. Ma non tutti ci stanno. Lo stesso presidente della Provincia di Monza di colore politico non certo diverso da quello del collega milanese, in un comunicato che campeggia sul sito dell’ente da lui guidato sottolinea che “le ordinanze che riguardano temi così delicati come la viabilità, andrebbero concordate e discusse insieme: non possiamo continuare ad apprendere dai giornali le decisioni prese da Milano che riguardano però anche i nostri cittadini”. Insomma territori omogenei e limitrofi richiedono scelte omogenee.Ma perchè non è possibile legiferare con buon senso? “Milano e Como ci hanno accerchiato e a malincuore ci dobbiamo adeguare” - dichiara l’assessore Simeoni della Provincia di Varese – “perché i nostri cittadini rischierebbero la sanzione appena varcati i confini della Provincia”. E ancora…”invece di imporre obblighi ai cittadini dovremmo essere noi istituzioni a cercare di migliorare le condizioni delle strade, per esempio acquistando più mezzi spargisale”.

Sconcertante. Nessuno ci aveva pensato. Nel frattempo le proteste salgono. Dei cittadini, che intravedono profilarsi una nuova tassa mascherata i cui benefici saranno goduti soprattutto da gommisti, officine, case automobilistiche. La confusione si diffonde e le province vicine trovano soluzioni affrettate che partoriscono “topolini”. Si adegua anche la nostra Provincia “abbiamo valutato pro e contro” - dichiara l’assessore alla viabilità Gianluca Godio – “sulle misure prese dagli altri enti. E’ stato scelto di non aderire in toto ma di predisporre l’obbligo solo per le vie già indicate come pericolose: sono il 15 per cento delle provinciali”. Ieri Podestà ci ha ripensato: “c’è il rischio di speculazioni e manca il tempo per piazzare i cartelli stradali” e così ha deciso di rinviare il provvedimento a data da destinarsi perchè un cavillo del codice della strada prevede che affinché le sanzioni siano reputate valide su tutte le strade su cui è in vigore l’ordinanza, deve obbligatoriamente essere apposta lì’apposita segnaletica. Anche a questo nessuno aveva pensato.

E La Provincia di Novara ci ha pensato? Ora si attrezzi per far fronte all'inverno e predisporre un bilancio della viabilità che sostenga la sicurezza dei cittadini. Constatiamo che ovunque ormai regna la politica degli annunci. Quella di sempre. Quella che maschera l’inefficienza dei nostri governanti e che ricade sui cittadini ormai attoniti di fronte a tanta incapacità di legiferare, programmare, prevedere per costruire le politiche vere per i territori. Quelle per i giovani, per il lavoro che non c’è più, per la sicurezza sociale per la difesa dei nostri beni, quelle che fanno dire al vice direttore generale dell’Unesco per la cultura, Francesco Bandarin, di fronte a Pompei che cade a pezzi: “in un paese del terzo mondo,in Afghanistan si può anche trovare una giustificazione,in Italia no..” La legge e il buon senso. Quando incominceranno a coincidere sarà ormai troppo tardi per questo paese. Per questa provincia. Per questa città.