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Odg Paolo Cattaneo contro la chiusura delle specialità di medicina e chirurgia del Piemonte Orientale PDF Stampa E-mail
Regione - Attività Consigliere Paolo Cattaneo 2005-2010
Scritto da Paolo Cattaneo   
Martedì 07 Aprile 2009 19:16
Quest’oggi il Consigliere regionale del Partito Democratico Paolo CATTANEO, insieme ai colleghi Sergio Cavallaro (Sinistra Democratica) e Graziella Valloggia (Moderati), ha presentato un Ordine del Giorno “Contro la chiusura delle otto scuole di specialità presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università del Piemonte Orientale”.
Il Consigliere Paolo CATTANEO ha avuto un colloquio con l’Assessore regionale Eleonora ARTESIO sollecitando l’interessamento da parte della Regione sulla problematica in questione.

Nell’Ordine del Giorno si sottolinea come la decisione del Governo di accorpare le scuole di specialità con un solo iscritto “comporta un taglio di ben otto scuole di specialità per la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università del Piemonte Orientale.
A rendere più penalizzante la risoluzione contribuisce anche il fatto, unico in Italia, che ad essere trasferite sono due specialità con due iscritti”. Inoltre “l’Università e la futura Città della Salute di Novara subiranno indubbi effetti negativi per il diminuito apporto di una componente scientifica fondamentale. L’Ospedale Universitario di Novara è classificato all’ottavo posto in Italia nella graduatoria ministeriale come complessità degli interventi, in quanto garantisce un ottimo livello di formazione professionale”.
Infine, “la modifica della distribuzione territoriale delle scuole di specialità mediche non può prescindere da un accordo preventivo tra Università e Assessorato Regionale alla Sanità, per ovvi motivi di programmazione sanitaria”. Recentemente le due Università del Piemonte hanno siglato un accordo che prevede il mantenimento ancora per un anno della libera scelta della sede della scuola formativa da parte degli specializzandi.
Con l’Ordine del Giorno si chiede alla Giunta regionale ad attivarsi nelle sedi più opportune “affinché venga aumentato il numero complessivo di specializzandi spettanti alla Regione Piemonte; affinché il numero dei posti di specializzazione venga assegnato alle rispettive Università secondo criteri di competenza e principi di programmazione regionale; perché vengano riconosciute anche alle sedi universitarie periferiche del Piemonte alcune autonomie gestionali della scuola formativa, come è avvenuto ad esempio in Lombardia ed Emilia Romagna” e  impegna la Giunta Regionale “a farsi garante affinché l’accordo siglato recentemente tra le due Università piemontesi abbia valore pluriennale e venga stilato apposito regolamento”.

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