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L'impegno da Assessore alle Pari Opportunità
Il Piemonte si pone nel panorama nazionale come regione che vanta esperienze eccellenti nel campo delle pari opportunità. Nel 2007, in occasione dell’anno europeo delle pari opportunità per tutti, siamo stati protagonisti di Melting Box: la prima fiera delle pari opportunità, che in tre giorni ha portato al lingotto di torino 12mila persone, delle quali più della metà giovani.
Sul fronte normativo, con la nuova “legge regionale sulle pari opportunità” ( la n.8 del 18 marzo 2009) il Piemonte ha scelto e disposto che strumenti quali il bilancio di genere e il rapporto sulla condizione femminile diventino azioni di sistema. Azioni (entrambe alla ii edizione) attraverso le quali la regione può valutare non solo le differenti conseguenze del proprio agire su donne e uomini, ma anche restituire alla cittadinanza una lettura trasparente del proprio operato.
L’impegno della Regione è stato orientato, in questi anni, a contrastare le discriminazioni non solo da un punto di vista di genere uomo-donna, ma in generale su qualsiasi forma di pregiudizio possa condizionare in negativo la vita quotidiana di ognuno di noi.
Proprio su questo fronte attende la discussione in Consiglio Regionale il “disegno di legge contro tutte le discriminazioni”, basate, appunto, non solo sull’appartenenza di genere, ma anche su orientamento sessuale, religione, convinzioni personali, disabilità, età e origine etnica. Inoltre, abbiamo siglato un protocollo per l'introduzione delle pari opportunità nella didattica attraverso laboratori teatrali, corsi di formazione per gli insegnanti e la diffusione di un kit didattico rivolto al corpo docenti.
In questi anni abbiamo sostenuto più di 100 progetti di diffusione della cultura di parità, con oltre 1,5 milioni di euro e sul fronte della conciliazione abbiamo destinato oltre 1 milione di euro ai comuni per l’adozione dei piani di coordinamento degli orari e per la diffusione delle banche del tempo.
Infine, è importante ricordare che il Piemonte è tra le prime regioni italiane ad aver avviato una strutturata e capillare azione di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza sulle donne e di sostegno alle vittime.
Il Piano Regionale contro la violenza sulle Donne, approvato dalla Giunta nel 2008, ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati fino ad ora, con un investimento di 3 milioni di euro, che rappresentano più del 50% del bilancio totale dell’Assessorato alle Pari Opportunità: l’attivazione del Centro di Coordinamento Regionale presso l’IRES, l’apertura in ogni provincia piemontese di almeno uno sportello di ascolto e sostegno alle vittime (a Novara potenziamento dei cinque servizi già esistenti) e la formazione del personale socio-sanitario finalizzata all’attivazione della Rete Sanitaria: ogni pronto soccorso regionale ha, oggi, un referente specializzato nei casi di violenza sulle donne
Il Consiglio Regionale ha, inoltre, approvato due leggi: la n.11 del 17 marzo 2008 per l’istituzione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle vittime e, a marzo di quest’anno, anche una legge di iniziativa popolare per il sostegno delle cosiddette “case segrete”.
A tutto questo si aggiunge, infine, la prima campagna di comunicazione di massa realizzata in Piemonte su questo tema: “Voci nel silenzio. La violenza nega l’esistenza” ha portato nelle piazze piemontesi centinaia di sagome a grandezza naturale di donne vittime di violenza e maltrattamenti, permettendoci di sensibilizzare e informare sui servizi esistenti e di raccogliere sul campo più di 70 denunce.
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