Regione

Interrogazione Manica su emotrasfusione

Ho presentato una interrogazione alla Giunta regionale in cui chiede di adoperarsi presso il governo perché sia ristabilito il pieno diritto all’indennizzo ai malati di Aids ed epatite C in seguito a trasfusione.
Secondo autorevoli stime sono centinaia di migliaia, moltissimi anche in Piemonte e nel novarese, gli italiani contagiati dalle trasfusioni tra il 1970 e il 1990 a causa della mancanza di controlli adeguati sui donatori e sul sangue.
Proprio in quegli anni alcune case farmaceutiche americane acquistarono a poco prezzo sangue da donatori affetti da epatite e da Aids, sangue che le stesse vendettero, poi, per la produzione di farmaci e per trasfusioni. Tutto avvenne senza controlli e anche migliaia di italiani si ammalarono: una vera e propria epidemia che si è protratta almeno sino ai
primi anni 90.

A queste sfortunate persone, danneggiate da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, è stata riconosciuta nel 1992 da una apposita legge la possibilità di ottenere un indennizzo da parte dello Stato. Cosa in parte avvenuta, anche se molte sono le domande che aspettano una risposta positiva.
Ora con l’ultima manovra Tremonti il Governo ha bloccato la rivalutazione dell’assegno di indennizzo. Una scelta profondamente sbagliata, una vera e propria presa in giro nei confronti dei malati, perché colpisce persone che da anni attendono un risarcimento, e
che rischiano, appena ottenuto, di vederlo decurtato nel giro di poco tempo a causa del peso della crisi economica e dell’inflazione.
Quella del Governo ci pare una scelta profondamente sbagliata e ingiusta, che viola i diritti riconosciuti di persone contagiate durante cure cui si erano sottoposte fiduciose, ignare che la mancanza di controlli avrebbe portato il dramma nella loro vita. Per questo spero che Cota e il governo regionale si attivino perché venga ripristinato un diritto e si compia un atto dovuto.