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Manica sul turismo e il voto alle donne PDF Stampa E-mail
Regione - Elezioni Regionali 10
Scritto da Giuliana Manica   
Venerdì 26 Marzo 2010 16:26

LA STAMPA: "PIEMONTE: MEDAGLIA D'ORO PER IL TURISMO".
Giuliana Manica , assessore al Turismo uscente commenta: "E' il riconoscimento di uno straordinario lavoro di squadra. Puntavamo al raddoppio del Pil turistico e ci siamo riusciti!"
Lo speciale de La Stampa dedicato alle Elezioni Regionali 2010 assegna al Piemonte la medaglia d'oro per il turismo. "Il Piemonte - si legge nell'articolo firmato da Raffaello Masci - anche grazie ai Giochi Invernali del 2006 ha avuto il miglior incremento di presenze turistiche nel periodo 2005-2008. Seguono la Puglia e la Calabria.".
Con 11,5 milioni di presenze turistiche consolidate, che rappresentano un record perfino sull'anno olimpico, il Piemonte è la regione italiana con il più vivace trend di crescita. 
"Il Piemonte - dichiara nell'articolo Stefano Landi, presidente di un'azienda leader in Italia nel marketing turistico - raccoglie i frutti di un importante lavoro. Le Olimpiadi hanno dato una grande mano significativa, ma solo perchè hanno trovato un territorio ben amministrato.".

MANICA: "VOTA DONNA: FAI UN DISPETTO A BERLUSCONI"
Una riflessione sulle parole pronunciate dal nostro premier su Mercedes Bresso che "dovrebbe essere - secondo lui - di cattivo umore quando si guarda allo specchio.". Non siamo nuovi alle degenerazioni verbali di Silvio Berlusconi: in particolare quando le sue farneticazioni toccano le donne e' consueto che le sue parole denotino un maschilismo talmente radicato da scadere con estrema disinvoltura in maleducazione.  Non e' la prima volta: hanno gia' goduto della signorilita' di Berlusconi (e del suo entourage) sia note esponenti italiane che straniere del nostro genere: da Angela Merkel a Rosy Bindi, Emma Bonino e, perfino, un premio Nobel quale Rita Levi Montalcini. E adesso Mercedes Bresso, donna non solo capace e determinata, ma anche nota per un'eleganza e una sobrieta' innate. Viene da pensare che, in una campagna gia' scarsa di contenuti, se il leader del "primo partito d'Italia" -come lo ama definire Berlusconi-  in preda alla sindrome da strega di Biancaneve si riduce a parlare con gli specchi per raicurarsi sullo status di "piu bello del reame", lui e il suo grande partito devono proprio essere alla canna del gas. O sarà che la paura si esprime spesso con aggressività? E, allora, dietro gli insulti maschilisti e sterili del premier dobbiamo solo leggere il timore verso un avversario appassionato e forte: un esercito partito nel silenzio che, oggi, non rinuncia a far sentire la propria voce. Una risorsa moderna e vitale. Votate donna: di noi c'e' bisogno oggi piu' che mai.  E, caro Silvio, bastasse un insulto da cafone per fermarci..


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