Regione

Ordine del giorno: le regione deve governare il processo di cooperazione tra i piccoli comuni

La Manovra bis 2011, al fine di ridurre i costi relativi alla rappresentanza politica nei comuni e razionalizzare l'esercizio delle funzioni comunali introduce numerose disposizioni sull’ordinamento dei comuni sino a 1000 abitanti. Questa norma riguarda più della metà dei comuni Piemontesi. Sulla base di tale normativa sono trasferiti a Unioni di Comuni di almeno 5000 abitanti (3000 in montagna) tutti gli aspetti sostanziali della vita amministrativa del Comune: contratti, gestione del personale, redazione dei bilanci.
Purtroppo l’intervento su materie complesse e articolate come le funzioni e l’ordinamento degli enti locali non si presta ad essere inserito in modo estemporaneo in una normativa tesa ad altre finalità, in questo caso urgenze di risparmio economico, risparmio peraltro incerto e non quantificabile. Inoltre, come è stato evidenziato dall’ANCI e da alcune Regioni, la norma presenta chiari profili di incostituzionalità, violando sia le prerogative di autodeterminazione dei Comuni, sia i poteri regionali di ordinamento delle autonomie locali.
Di fatto questa parte della manovra bis entra "a gamba tesa" su un tema oggetto di un’iniziativa legislativa, il DDL 2259, che tratta la materia in modo organico. Il DDL è già stato approvato dalla Camera il 30 luglio ed è in fase avanzata di discussione parlamentare presso il Senato. In pratica dietro le buone intenzioni di risparmiare risorse c'è il grosso rischio di creare norme raffazzonate, violando sia le prerogative di autodeterminazione dei Comuni, sia i poteri regionali di ordinamento delle autonomie locali, in spregio ogni principio di federalismo e "sprecando" il lavoro già fatto con il disegno di legge 2259 “Individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni, semplificazione dell'ordinamento regionale e degli enti locali nonché delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali. Riordino di enti ed organismi decentrati”, la “Carta delle autonomie”, che interviene direttamente nella disciplina delle funzioni e degli ordinamenti degli enti locali.
Per questi motivi Giuliana Manica con i colleghi del gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno che chiede alla giunta regionale di sollevare una questione di costituzionalità dell’articolo 16 del D.L. n. 138/2011, convertito nella legge n. 148/2011 e di agire presso il Governo per l’abrogazione dell’articolo 16 del D.L. n. 38/2011, riconducendo la disciplina della materia entro il percorso di discussione della “Carta delle Autonomie” in discussione al Senato della Repubblica.

Qui il testo completo dell'OdG che sarà discusso martedì 8 novembre.